ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

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Ex che non hanno capito di essere ex. Manuale di sopravvivenza, DISTRUZIONI PER L’USO (versione ridotta)

Una pagina su facebook è consacrata a questo assai simpatico fenomeno : Ex che non hanno capito di essere ex.

Una delle pagine meglio riuscite del social network ,direi. Ho pensato: massì, dedichiamo un post agli ex, e a cosa si cela dietro questa dicitura. E disciplina di contorno. E rendiamo sto discorso hilarious, pizzichiamo pure da Nonciclopedia. E da esperienze di vita vissuta.

1-che succede…

…Quando ti vengono appiccicate quelle due lettere, come un marchio d’infamia.

Qui stiamo entrando nel pesante, premetto. E’ un argomento da trattare con le pinze. Partiamo dal presupposto che tutti siamo gli ex di qualcuno e tutti abbiamo degli ex (a meno che non mi stia rivolgendo a uno stuolo di vergini, ma di questi tempi non credo proprio), per la serie, chi non ha peccato scagli la prima pietra…

Tra l’altro, se posso aprire parentesi…ora, non ho mai cercato in giro pubblico badate bene, ma io dalle statistiche vedo che le visualizzazioni sono BUONE, buonissime.

Allora per cosa quale cazzo di motivo non commentate, ammasso di frigidi astenuti ignavi spioni cacacazzo? E’ maleducazione, stronzi.

Dicevo.

Quando tu realizzi di essere un’ ex…(donna, ho messo l’apostrofo ma preciso)…e che sei stata lasciata…IMAO (in my arrogant opinion), la migliore cosa che si può fare non è tanto cercare di rianimare il cadavere o peggio ancora torturare il malcapitato con i peggiori espedienti, poiché:

 

“Riaccendere un amore è come riaccendere una sigaretta, il tabacco s’invelenisce e l’amore anche”

o leggi liberamente come:

“Non importa la cazzo di scusa che ha adottato nel lasciarti, perché all’ottanta percento era una scusa. Fottitene il più possibile (così fai valere A, il mio post di sotto, e vivi bene) e tira avanti. Il mare è pieno di pesci. Morto un papa (magari) se ne fa un altro (vorrei che questo detto smettesse di essere vero, un giorno). Chiusa una porta si apre un portone (e guarda chi c’è? Un altro coglione!). E altre frasi fatte del genere, più fatte di Vasco, ma bada, sono vere.”

Il tuo obiettivo dicevo, non è quello di toglierti di dosso l’etichetta EX. Ma anzi, di indossarla con disinvoltura, gloriarti di essa. Tu devi diventare LA ex, capito. La ex storica, quella che si ricorderà sempre e solo come “quella stronza della mia ex”, quella che gli ha lasciato il dente avvelenato, quella che sarà sempre costretto a rimuginarci su, quella che tutte le future fidanzate del tipo odieranno perché non fa che parlare di te.

E’ una cosa che puoi capire fino in fondo solo quando…quando ti imbatti A TUA VOLTA in una EX.

Giuro, da quando ho toccato con mano l’esperienza il mio sogno è diventato, a parte fare un pacco di soldi e comprarmi casa a Malibu, essere SEMPRE la ex di qualcuno. LA ex, e mai “una ex” o “l’ultima ex”. LA Ex.

La EX , un totem. Roba SACRA.

Ricordo molto bene certi episodi. La mia ex di qua, la mia ex di là. La ex che diventa una magnifica scusa. Sapete che vi dico: SE MAI VI RIFILASSE FRASI DEL GENERE:

“Andare in questo posto? Ci andavo sempre con la mia ex”

“Questa POSIZIONE piaceva molto alla mia ex” (O.o   —> in quel caso vi prego, signore, siete costituzionalmente legittimate a lanciargli una molotov)

“Sai, non riesco a innamorarmi perché ho sofferto molto con la mia ex…e dopo di lei non ci sono più riuscito a lasciarmi andare” (FRASE CLASSICA E GIURO, ME LA RIFILARONO. LO GIURO.)

E cose del genere, con piccole varianti…

scappate. Fidatevi, tanto non potrete competere.

Ci sono persone che idealizzano il proprio passato senza considerare che è il PRESENTE che conta. Il presente e il FUTURO.  Gente stupidotta che si chiede: Ma il passato è passato?

Per il passato è inutile starcisi ad allambiccare il cervello. E’ uno spreco di tempo e energie.

Secondo me imparare a lasciarsi vivere è un’arte.  E spesso imparare a lasciarsi vivere significa anche imparare a lasciarsi e punto. In quel senso lì. E bisogna saperlo fare. E più parti dalla considerazione che non siamo certo eterni e immutabili, e soprattutto non siamo i migliori e non potremo mai avere la pretesa di esserlo. E più ti rendi conto che nulla resiste al fluire degli eventi e allo scorrere del tempo, e al deterioramento, eccetera. Più ti rendi conto di questo e più accetti il cambiamento con serenità. O per lo meno, impari a tenerlo in conto, come è giusto che sia. E a non farne una tragedia.

Noi siamo solo nostri, e per un periodo di tempo pure abbastanza limitato. Per il resto siamo monadi, entità autonome, libere. Non possediamo mai veramente nulla, e non possediamo mai veramente nessuno. Come è giusto che sia.

Per cui smettete di essere possessivi, vivete liberi. Ci pensa già la società a ingabbiarci in mille modi, almeno spiritualmente, imparate ad essere liberi, e a non svendere e non regalare mai la vostra libertà,che coincide con la vita e ha un valore inestimabile.

Questa sviolinata spiritualistica vale a maggior ragione quando voi siete la EX che ha lasciato lui.

Sapete già che siete stata bollata quale: gran visir delle puttane, quella bastarda testa di cazzo, quella scrofa…eccetera, eccetera, eccetera.

Per cui, defilatevi.

Veramente, defilatevi.

Non c’è niente di peggio di dire cose come: “ma io ci tengo a te!” (se ci tenevi non lo lasciavi), “è un brutto periodo” (ti prego…) ,”non mi sento pronta”(che cazzo devi fare!???) , “non ti merito!” (buahahahahah), “il problema non sei tu, sono io!” “Ti amo troppo” , restiamo amici.

Restiamo amici.

Restiamo amici è la frase più odiosa da sentirsi dire. Restiamo cosa? Non si diventerà mai amici di un ex, a meno che a te non te ne sia mai fottuto un cazzo e lui sfrutti questa amicizia per riprovarci.

E non esistono altri casi contemplati.

E poi…non fatevi sentire più, non richiedetegli di uscire, glissate su future storie, per la serie…non lasciatelo con un “ti amo troppo” e la settimana dopo pubblicate foto di un altro tipo che vi fa auscultazioni tonsillari con la lingua. In quel modo è patetico e triste.

Semplicemente, abbiate il coraggio di dire la verità, ovvero:

“non ero sicura sin dall’inizio”

oppure

“non mi sono piaciuti questi tuoi comportamenti: questo, questo e questo.”

“Non provo più quello che provavo prima per cui non posso stare a illuderti ulteriormente.”

“Mi sono invaghita di un altro”

“Voglio una storia più seria/meno seria mentre vedo che tu vuoi una storia meno seria/più seria”

“Ho altri progetti per il futuro”

Che ne so, scegliete voi il modo meno peggiore per dirlo. Indorate un po’ la pillola, ma siate sincere.

E soprattutto CONVINTE di ciò che fate, CONVINTE che sia il passo definitivo, convinte che insieme all’etichetta EX state anche scrivendo la parola FINE, e fine significa fine, non intervallo o fine primo tempo.

Convinte insomma, che se sapete che si ritrova una…voi ve ne starete a cuccia, buonine, a farvi la vostra vita. Con la speranza, al massimo, se vi può consolare, di essere LA EX.

 

Quanto ai rapporti con gli ex questa è una storia vecchia come il mondo, ed è soprattutto soggettiva. E dipende dal perchè ci si è lasciati.

Io coi miei , sotto i sei mesi di relazione, non ho mai voluto avere nulla a che fare. Roba che tipo, ok, ti incontro ti saluto, ma per il resto niente, nulla. Chi se ne incula. Niente buon compleanni e auguri di qui e li, niente quattro chiacchiere.  Poi ok, se ci si è lasciati “bene” è diverso. (esiste il lasciarsi bene?)

Poi se la storia è stata lunga e importante, o peggio se col tipo ti ci devi vedere nello stesso ufficio…lì i rapporti “civili” sono d’obbligo.

Per rapporti civili intendo semplicemente quello che inizia una tacchetta dopo un freddo ciao e finisce una tacchetta prima di una battuta amichevole nella quale ci si sganascia.

Secondo me sta cosa la dovrebbero scrivere nel codice civile o almeno nel galateo,cristo. Se sei la ex/ l’ex di qualcuno, non rompere i coglioni e non farti rompere i coglioni a tua volta.

Ascoltatevi amici mai di Venditti. Amici mai, e ha ragione. A parte un invito a boicottare il programma della de Filippi, è una regola di buona creanza.E non nel senso che non siete amici perchè dovete essere un po’ più che amici. Ma perché lo siete meno, sempre un po’ meno.

Quel rapporto tiepido che è l’anticamera del dimenticatoio e del “ma chi me l’ha fatto fare!”

Come è giusto che sia. E se così vuole il destino: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole.

E più non dimandare

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