ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

Archivi per il mese di “settembre, 2012”

a still super hot female, you got your million dollar contract, and we’re waiting fot ypur hot track!


How did the years go by
Now it’s only me!…

Tic tac, tic tac…

Like a cat in heat, stuck in a moving car
A scary conversation, shut my eyes, can’t find the brake
What if they say that you’re a climber
Naturally, I’m worried if I do it alone
Who really cares, cause it’s your life
You never know, it could be great
Take a chance cause you might grow
Oh, ah, oh

What you waiting
What you waiting
What you waiting
What you waiting
What you waiting for?

tic tac tic tac,
Take a chance you stupid ho!!!

Like an echo pedal, you’re repeating yourself
You know it all by heart
Why are you standing in one place
Born to blossom, bloom to perish
Your moment will run out
Cause of your sex chromosome
I know it’s so messed up, how our society all thinks (for sure)
Life is short, you’re capable (uh-huh)

Oh, ah, oh
Look at your watch now
You’re still a super hot female
You got your million-dollar contract
And they’re all waiting for your hot track

What you waiting for

I can’t wait to go back and do Japan
Gimme lots of brand new fans
Osaka, Tokyo
You Harajuku girls
Damn, you’ve got some wicked style

Go

Look at your watch now
You’re still a super hot female
You got your million dollar contract
And they’re all waiting for your hot track

Take a chance you stupid ho!
Take a chance you stupid ho!

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E’ l’eterna lotta tra il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, più antica dell’inizio delle puntate di Beautiful.

C’è chi vede tendenzialmente nero, e al massimo potrà arrivare a dire: no no, ma lo so che è mezzo pieno. Di merda.

E poi ci sono gli inguaribili sostenitori del buono, sempre. Possibilmente senza virare verso lo stupido.

Ora, come la vedi la vedi, è sempre un bicchiere. Né più, né meno.

Così come molte delle nostre situazioni. Sono quelle che sono, un po’ buone, un po’ cattive, dipende tutto da come le si guarda.

Eppure CONVIENE vederlo pieno, sto bicchiere. Sforzarsi di pensare positivo. E visto che non ci credi, te ne do 10 buone ragioni:

 

1- Chi pensa positivo è più soddisfatto di se’, perché l’ottimismo spinge all’azione, l’azione al miglioramento. Pensate agli uomini delle caverne, che vivevano al gelo, all’umido. Se fossero stati un branco di pessimisti rinunciatari avrebbero iniziato a dire: uga uga chi ce lo fa fare, sopravvivo qui. Tanto è tutto uno schifo.

E invece no, a un certo punto deve essere arrivato uno scimmione ottimista. Che ha preso e ha detto: ma sì, abbelliamole un po’. E ha creato l’arte.

Oppure che ha detto: senti, così non va, fammi un po’ prendere quattro rami, un po’ di paglia, mi creo qualche corda a fare da tirante, un po’ di resina dove occorre fissare qualcosa.

Il primo architetto di questo mondo, anime belle. Fu un ottimista.

2- l’ottimismo induce a concepire il fallimento non come una sconfitta completa (ecco, sono un disastro, sono un  perdente, non so fare niente), ma come occasione di miglioramento e rinascita. Il fallimento è una sfida. (Ah sì,  è successo questo? Ora ti faccio vedere io!). Gli ottimisti si danno più possibilità, perché si stimano e si rispettano.

3-L’ottimismo porta a gestire i livelli d’ansia e di stress, a essere più energici, più sereni, a vivere più rilassati.

4-Gli ottimisti sono più sicuri di loro stessi, in media, rispetto ai pessimisti. Tendono a tentare, sempre. A osare, se serve. Di certo, non incappano in quel circolo vizioso del : no vabbè manco ci provo , non vincerò mai. Non mi prenderanno mai. Ma ti pare che scelgono me. Ma chi me lo fa fare

5- Gli ottimisti vivono più a lungo.

6-Gli ottimisti non sono quelli che vedo tutto rosa e fiori , sono semplicemente coloro che vedono una lucina in fondo al tunnel. E pur di raggiungerla, corrono.

7-Gli ottimisti fanno meno uso di tranquillanti, antidepressivi,incappano meno in vizi vari, sono meno dipendenti. Ci credo, con tutta la serotonina che naturalmente il loro organismo comune, chi glielo fa fare di trovarsi altri escamotage?

8- Gli ottimisti, a patto che non convivano altre caratteristiche caratteriali “sgradevoli” (sono stronzi, schivi, noiosi…) tendono a intessere dei rapporti sociali migliori. Oggettivamente, voi vi trovereste bene a sentire tutto il giorno uno che vi ricordi di continuo quanto tutto faccia schifo, quanto tutto va male, quanto tutto è inutile perché tanto moriamo?

Bella scoperta, lo sanno anche gli ottimisti. Ma appunto, vedono la parte piena di bicchiere, o meglio, si soffermano maggiormente su quella.

9- gli ottimisti credono nel miglioramento, nelle seconde chance, nella rinascita, nel “non tutto il male viene per nuocere”. Ed è vero

10- Gli ottimisti hanno maggiore autostima.

 

 

 

think positive.

pro-ana

Ciao a tutte ragazze.. Da un pò di tempo su i vari blog circolano 2 diete… Ho deciso di provarne una almeno per vedere come mi trovo..e vedere quanto riesco a perdere.. devo però decidere minuziosamente le quantità e gli alimenti.. ma sopratuttto come distribuirli nel corso della giornata.. allora iniziamo cn la prima dieta che mi ha dato ilaria :
Giorno 1- 300 kcal
Giorno 2- 400 kcal
Giorno 3- 300 kcal
Giorno 4- 400 kcal
Giorno 5- 100 kcal
Giorno 6- 200 kcal
Giorno 7- 300 Kcal
Giorno 8- 400 kcal
Giorno 9- 500 kcal
Giorno 10- digiuno
Giorno 11- 150 kcal
Giorno 12- 200 kcal
Giorno 13- 400 kcal
Giorno 14- 350 kcal
Giorno 15- 250 kcal
Giorno 16- 200 kcal
Giorno 17- digiuno
Giorno 18- 200 kcal
Giorno 19- 100 kcal
Giorno 20- digiuno
Giorno 21- 300 kcal
Giorno 22- 250 kcal
Giorno 23- 200 kcal
Giorno 24- 150 kcal
Giorno 25- 100 kcal

La seconda dieta è leggermente diversa.. con qualche kcal in piu credo… Io seguirò quella che ho appena scritto…

Il primo giorno prevede 300 kcal :

Colazione 2 biscotti grancereale 102kcal
Spuntino : una galletta.. 30 kcal..
Pranzo: insalata.. 50kcal
Spuntino:galletta 30kcal
Cena piatto di verdure lesse non condite 50/60kcal TOT :272 kcal… P.s. la sera mangio molta verdura quindi arriverei sicuramente alle 300 kcal giornaliere previste! questo mangero dmn che ne pensate?

 

1) Se non sei magra, non sei attraente;2) Essere magri è più importante che essere sani;3) Compra dei vestiti, tagliati i capelli, prendi dei lassativi, muori di fame, fai di tutto per sembrare più magra;4) Non puoi mangiare senza sentirti colpevole;5) Non puoi mangiare cibo ingrassante senza punirti dopo; 6) Devi contare le calorie e ridurne l’ assunzione di conseguenza;7) Quello che dice la bilancia è la cosa più importante;8)Perdere peso è bene, guadagnare peso è male;9) Non sarai mai troppo magra;10) Essere magri e non mangiare sono simbolo di vera forza di volontà e autocontrollo.

 

Ma da quanto tempo nn entravo nel mio blog? Bè, troppo tempo..avevo paura.. paura di avervi deluse..paura di… non essere piu seguita…ma ora sono tornata..e spero che voi ci siate ancora…credetemi se vi dico che nn è passato giorno che io non pensassi a voi, in ogni mio gesto, in ogni mio pianto…La condizione per me è sempre la stessa..in continua lotta per non so piu nemmeno io cosa…Ora peso 50 kg…o forse poco meno…Ho bisogno di voi per ridurre ancora un po ciò che mangio..da domani inizierò a postare nuovamente i miei diari alimentare..anche perche come voi sapete…l’estate è ormai alle porte… e io sono sempre allo stesso punto…ma stavolta grazie a voi voglio farcela davvero.. voglio cacciar via il richiamo del cibo..sentirmi vuota, libera leggera…spensierata! Voglio che i miei se ne accorgano..e che smettano di far finta di nulla! so che è un paradosso ma è questo che voglio.. voglio sembrare malata ai loro occhi.. e da ora in poi cosi sarà…vi prego fatemi sentire che ci siete… un bacio enorme a tutte!

 

 

 

 

Tutto tratto da blog pro anoressia.

che ne dite se cominciassimo ad aprire un po’ gli occhi su questa realtà?

 

” “

Ex adversis SEMPER resurgo.

 

quote

“Tutto ciò che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male…”

 

F. Nietzsche-

 

nothing more, nothing less than it.

Esame tra pochissimo.

Nessuna ansia.

Mi sono somministrata 100 domande sulla materia. In cento domande ne azzecco un novantacinque percento, considerando che trattava anche di argomenti che non fanno parte dell’ambaradan, e quindi dovevo andarci a intuito. Bene.

Il mio stato di imperturbabilità potrebbe fare invidia al Dalai Lama.

Namastè!

Ho i chakra ben allineati.

La quiete PRIMA della tempesta?

Certo, vivo in uno strano stato d’attesa, penso all’esame circa tutto il giorno. Poi penso al dopo esame, al sospiro di sollievo. Spero. E concentro tutte le energie per quello.

Però…essere messi alla prova non significa essere messi alla gogna.

Penso all’importanza dell’equilibrio psico-fisico, penso che il mio vacilla, ogni tanto. Si mantiene solitamente stabile, non sono una persona particolarmente “squilibrata”, non dopo aver conosciuto persone svalvolate davvero, intendo.

Che convivono con ossessioni di perfezione e magrezza condite da stupide quanto innumerevoli ansie, milioni di capricci e lamentele, guaiti per pene d’amori inconsistenti, che sono tali solo per la mente malata del soggetto che le amplifica e deforma a suo piacimento. Un’amicizia, o quello che è, non può essere una sfilza di “sfoghi”, lamentele, “segreti.” A volte torni a casa che hai assorbito le ansie inconsistenti di queste “confessioni” vuote, adolescenziali.

Fin’ora ho visto questo, nelle amicizie femminili. Sfoghi continui su problemi inesistenti.

Su questo sono al cento percento maschio. Da bambina giocavo con i maschi e incidevo buche per scavare le biglie coi coltellini svizzeri. All’asilo coi maschi non ci litigavo mai, se non altro.

Le donne mi odiano, è matematico. Mi odiano. I maschi sono più affabili, non ti invidiano, non ti giudicano, non ti criticano, sdrammatizzano, non se la prendono, vivono con naturalezza, non si tengono il muso per decenni, fanno più battute, ridono di più. Non è un caso secondo me che il mio gruppo di colleghi sia costituito per un buon sessanta percento da maschi, e che con le femmine del gruppo non che corra buon sangue. O per lo meno, c’è meno affiatamento. Innegabile.

Tempo fa Goldenlady propose una pubblicità che mi rispecchia… una tipa che cammina su un corridoio, molto femminile tra l’altro (la tipa, non il corridoio) che si mette a dire tipo: “staccare la coda alle lucertole, sbucciarmi le ginocchia…” insomma da lasciare intendere che nell’infanzia era un “maschiaccio”, e poi conclude “tutto questo per studiarli, gli uomini”.

Per carità, la solita pubblicità maschilista eh. Come a dire che la tipa in questione ha vissuto per gli uomini, si fa bella per gli uomini (pubblicizza collant e intimo”sexy” del resto)

Però il messaggio più superficiale e immediato mi piace: le donne , certe donne, hanno una marcia in più.

Io diciamo che ho la sesta.

Di reggiseno no, seconda/terza, va be’. Anzi meglio, meno ingombrante.

Però li capisco, sono incredibilmente più semplici. Insomma, dopo anni che cerco di decifrare le paturnie del genere femminile, “come abbino…? che dico/faccio/credo/penso in questa situazione? Che mi metto…? Secondo te lui…? E se intendesse…? E se magari…? Ma se io…? Ma se lui…? E se lo lascio? E se mi lascia? No dai lo lascio… (e tu che pensi…se lo lasci o meno è uguale. Come la metti la metti è uguale. Se lo lasci dovrò scaramellarmi i coglioni a sentire delle tue motivazioni per circa un secolo, e dei tuoi eventuali ci ho ripensato. Se non lo lasci dovrò stare a sentire comunque per un secolo dei vostri problemi di coppia. Se lui ti lascia, Dio ce ne scampi e liberi. Quindi che cambia? Come la metti la metti, il compito di somministrarmi sta sega assurda spetta a me.)

Poi mi chiedo…perché le donne non sono come me? Me che se mi chiedono “come va con…” rispondo semplicemente “bene” o “male” ?

Non “bene ma…” , “male ma se io…”. Bene. Male. Dopo una rapida analisi razionale dei fatti.

So che è superba questa affermazione, ma perché non riescono a raggiungere i miei livelli di pragmatismo?

Voglio dire: se va bene, va bene. Se va male, va male. Se va male, si estirpa il problema, se va bene si continua. Se si sta da sole, amen. Fase transitoria da vivere serenamente e magari per “riossigenarsi un po’ “, ridefinire le priorità, rivedere alcune cose, iniziare progetti individuali.

Perché lambiccarsi il cervello?

Perché la tizia mi racconta dei suoi stupidi attacchi di panico immotivati?

Voglio dire, con uno che l’ultima volta che l’hai visto è stato ferragosto,e che ci sono state volte che non l’hai visto per due mesi,  il problema non sussiste, lo lasci. E’ una soluzione così semplice, semplice e pulita.  Anche perché il tizio non lavora,non fa niente, è tuo vicino di casa. Pure Obama trova il tempo di dedicarsi a Michelle, non vedo perché non dovrebbe trovarlo un coglione nullafacente . Mah. Io non gli avrei dato tutta sta importanza.

Poi anche ieri ho sentito ripetere una frase che non mi è piaciuta “quando sei innamorata…” come a dire “quando sei innamorata passi sopra a tutto.”

Boh. Sarà. Anzi. No.Non è. E’ da cretine diventare cieche/sorde/mute/ per amore. Amore , poi …diciamo pure solo attaccamento emotivo e dipendenza affettiva.

Ma  a parte che son ben 4 o 5 le donne che hanno detto sta frase…ma un’opinione diffusa non è detto non sia una cazzata.

“Ehh…” (sospiro) io e Massimo viviamo una storia a distanza, quindi è sentita molto di più. Quando sei innamorata…”

Mah.

“Ehh…lui è strano, ma quando sei innamorata…”

“Eh sì, lui mi ama meno di quanto lo amo io, ma quando sei innamorata…”

“Eh, si, esce sempre con gli amici, ma quando sei innamorata…”

Donnette, voi non avete capito un cazzo , a mio modestissimo parere.

I vostri aerei cervellini sono infarcite di quelle balorde stronzate che vi hanno lobotomizzato, le favole prima, le serie televisive poi, i film, i romanzi struggenti. Per carità.

Dico, nella vita reale. Avete mai sentito che ne so, il sottofondo musicale al momento giusto, la frasetta perfetta, la storia idilliaca?

No. No. No.

Ma Idilliaco non significa corretto. La storia corretta è possibile. E la correttezza di una storia non è garantita dal compromesso. Per amore si fa tutto, ma che stronzata è.

Direi che è la rivisitazione commercializzata, banalizzata, adattata alle masse, e globalizzata…dell’ omnia vincit amor.

Ma non c’entra niente.

A parte che ho un’idea diversa d’amore. Voglio dire, non quella roba per cui “non puoi vivere senza” (ahahhahaha) ma diciamo… “vivere bene con”.

E’ un’incentivo ad essere soddisfatti/felici/allegri, non certo…il motivo fondante della felicità, come molte lo vedono.

Sarà che io più che un fuoco che divampa e un mare in tempesta vedo una storia corretta come un ruscello calmo o un focolare domestico.

Semplificare. Secondo me è questo che ci manca spesso, quale genere femminile.

Ridimensionare. Semplificare. Vedere meno dettagli, meno fronzoli, meno decorazioni, puntare all’essenza, al “basic”.

Come fa un uomo.

La concretezza è segno di intelligenza, intelligenza che si applica, utile.

Basta con questo: “le donne ci capiscono di più”.

Diciamo che…secondo me vedono “oltre”. Oddio ,non tutte. Diciamo “certe”, vedono oltre.

Il punto è fare il passetto indietro, che non si significa regredire, significa “togliere il troppo”.

And that’s it. Nothing more, nothing less.

zucchero – guccini, caffè senza zucchero

I peli crescono troppo rapidi, i capelli non mi crescono mai. Non esiste il tempismo perfetto.

Tre cucchiaini di zucchero, tazza di caffè, caffettiera da sei. L’ho sempre preso bollente e amaro. E non mi smentisco, solo, volevo provare. Cosa sente in bocca la gente , che si limita a una tazzina, un cucchiaino raso di zucchero.

E’ sbobbetta, fa veramente schifo, lo zucchero guasta il caffè, come il latte guasta la cioccolata.

Ci sono cose che sono fatte per rimanere pure, integre, in quel modo, e sono le cose perfette.

Non esistono i tempi giusti, merda.

Insonnia di notte, sonno di giorno. Noia, tutto il giorno.

Non è mai il momento perfetto per fare qualcosa, l’anticipo si tramuta ben presto in ritardo.

I momenti propizi, quando non puoi goderne. L’atteggiamento giusto quando non ti serve. Una cosa quando non puoi, e resti a secco se la vuoi.

Il poco diventa velocemente troppo, tutto si adagia morbidamente verso la rovina.

Le costrizioni, Cristo quanto le odio, le costrizioni e i posti chiusi. Questa sala la odio, sto caldo non passa. Questo anno insipido l’ho odiato dal primo all’ultimo istante.

Un anno di mezzi sorrisi e tiepidi passettini, retrocessione.

Come tutte quelle stupide cazzo età di passaggio. Diciannove, che età del cazzo. Venti. Voglio quel numero tondo e compiuto, lo voglio da sempre. Me lo sento da tanto.

Voglio uscire, mi sento come un uccello in gabbia. Liberarmi dagli inconvenienti e dai “devo” e “non posso”. E’ stantia, l’aria. Come una cantina chiusa, puzza di muffa, sughero e tannino.

…e non dover rendere conto di ciò che faccio.

Voglio spendere un po’, divertirmi un po’, una botta di vita.

Ma non esiste il tempismo perfetto. Stai a rimpiangere la libertà quando non c’è, a piagnucolare per solitudine o noia se ce n’è troppa, ma non ne posso più di ste quattro mura roventi.

L’estate ha rotto i coglioni, voglio sentire freddo da gelare, e l’attività, il movimento. L’aria gelida che pizzica le guance, la palestra, non avere un secondo, tornare a casa stanca.

Sì, ce la devo fare, certo.

Sono stupide paranoie femminili pre-ciclo. Sì, lo so.

Le lascio fluire. Fa bene svuotarsi la mente.

Quanto odio la gente appiccicosa, quanto la odio.

Il telefono è roba che io mi scordo, è giusto così. Non sopporto avercelo intorno, esco spesso e volentieri senza. Se si scarica lo lascio spento.

Sì insomma, umanità mi stai sul cazzo da sempre.

Sto caffè è un idillio, ormai mi concilia il sonno.

Soffio caldo Zucchero-Guccini. La stagione mia s’innova. Non mi pare.

Pretendo tracotante e superba, il meglio.

Solo il meglio mi tirerebbe su il morale.

E un buon caffè.

 

passe partout

Non mi discosto del tutto dagli argomenti di ieri, miei cari.

E parlo di bellezza, di getto, nel breve tempo che mi concedo da quando l’aspirina fa effetto a quando mi rimetto a studiare.

Ho per le mani un articolo di Marco Costa, non che sia fresco di stampa, ma secondo me è ancora molto attuale.

E si chiama “il passe partout dei belli”.

Ed è innegabile. Spero non crediate davvero a quelle puttanate poco convincenti de “l’importante è ciò che hai dentro.”, perché questo sono: puttanate poco convincenti.

Poniamoci in una situazione professionale.

Allora c’ho una in facoltà che sarà brava e tutto ma pesa duecento chili come minimo. Figuratela in tailleur.

Sei un datore di lavoro. Leggi il suo curriculum. Ragazza molto qualificata.

Ti si presenta una FICA, e per fica intendo fica, lascia sulla tua scrivania un curriculum speculare a quello della ragazza diciamo meno attraente, leggi cessa.

TU, datore di lavoro, chi scegli, a parità di professionalità? Quale persona ti sembrerà più gradevole avere intorno nel tuo ufficio?

Obiezione poco convincente: la bellezza è soggettiva, non è bello ciò che è bello, non giudichiamo il libro dalla copertina.

Questa è l’ennesima serie di puttanate immagino formulata da gente brutta. Perché non c’è niente di più oggettivo, di più matematico, della bellezza. L’avevano capito anche i greci. E’ questione di cultura, società e proporzioni. La società getta le basi, la matematica fa il resto.

Non ci credete?

Esami cross-culturali hanno messo in evidenza l’universalità della bellezza fisica, per lo meno in occidente. Occhi ovali e grandi, elegantemente a mandorla, zigomi alti, labbra tonde e prominenti, tratti somatici tutto sommato marcati ma delicati, e soprattutto ben proporzionati. Giuste le distanze, nessuna asimmetria Questo è un viso bello.

Sul corpo bello neanche mi ci soffermo, tonico, in forma, un bel seno, non eccessivamente magro, ma l’essere grassi e quindi informi è assolutamente condannato. E ovviamente occorre essere slanciati. Questa è la bellezza.

-a parità di contenuto comunicativo, le persone belle sono più persuasive di quelle non attraenti.

-le persone belle trovano più facilmente lavoro, ci sono lavori totalmente preclusi alle persone non attraenti. Chiaramente modelle e fotomodelle varie,  ma non guardate solo quello. Pensate anche a un agente immobiliare, a un venditore, a un promoter, a una persona costantemente in contatto col pubblico.

-la bellezza ha un aspetto addirittura inibitorio sul concetto di colpevolezza. Un colpevole “bello” è socialmente più accettato di un colpevole brutto.

-i bambini giudicati attraenti sono più socievoli.

-alla bellezza sono affibbiate innumerevoli altre caratteristiche positive, anche a livello inconscio:  Si è portati a pensare che chi è bello è buono, gentile, accattivante, affascinante, persuasivo e felice.

 

Per non parlare della maggiore facilità con cui le persone belle possono relazionarsi  col sesso prediletto. Se una donna è corteggiata, ha più possibilità di ricambio. Più possibilità di scelta.

Se una non lo è, o si accontenta del primo che le capita o resta sola.

E infatti io conosco coppie di cessi immondi che una volta che si sono beccati non si spiccicano più, secondo più per paura di non riuscire a trovare altro.

Per non parlare del fatto che “sono single per scelta”, per quanto sia una cosa poco credibile, lo è molto di più se pronunciata da una donna brutta.

      

Ardua scelta eh.

Poi ok, se magari sei bruttina ma ci sai fare, è un conto.

Ma una bella e che ci sa fare ha il mondo ai suoi piedi. Non c’è storia.

Sembra un discorso frivolo, ma non lo è.

Personalmente trovo che la bellezza sia una qualità, un dono, una dote, e non ci vedo niente di male nel suo “utilizzo”. Insomma, c’è. Servitevene, se potete permettervelo. Esaltatela.

Lodatela. Tenetevela stretta, coltivatevela.

Per me la bellezza vale un buon cinquanta percento. E conta un buon settanta sull’autostima.

Cheers.

Ah, tra l’altro , piccola parentesi e poi chiudo.

Ho notato che i miei corteggiatori puntano molto sull’intelletto. Su sciorinare una fantomatica cultura (mah), sul raccontarmi imprese mirabolanti (boh), sul millantare interessi stratosferici.

Ecco, non me ne è mai fottuto un cazzo. Mai stata conquistata a parole, ma in primis a suon di attrazione fisica. Poi non mi interessa quanto sei bravo-simpatico-intelligente-attivo socialmente, se prima l’esterno non promette bene, o è per lo meno una buona base su cui costruire un bel miglioramento.

Chiaramente l’esteriorità non basta. ma nemmeno questa “cultura” e “intelligenza” e “beeeeeellissime doti interiori”. Spurie.

Come disse Brignano: “Tu sei bella dentro. Sei bellissima dentro. Ecco, però cortesemente te poi capovolge?”

 

rassegna

 

Mi auguro rivedano un po’ i parametri di valutazione perché una miss del genere, come quella che ha vinto l’anno scorso…

è semplicemente scandalosa.

Uno perché sembra un coniglietto, due perché sembra una bambina,cosa che effettivamente è.

Molto meglio e molto più “donna” miss italia 2010. Francesca Testasecca.

 

Ah ok ok, questa è quella nuova.

 

 

Carina dai, mi ricorda un sole.

 

Anche se secondo me le donne belle sono altre.

 

Via, ci piazzo anche la Arcuri nonostante la sua volgarità.  Ma Audrey Hepburn in particolare è di una bellezza ineguagliabile , iconica.

 

 

 

work hard

Certo.

L’unico problema che si frappone tra me e il mio successo

è che devo liberarmi da inutili ansie, perché se c’è un soggetto che davvero non ne ha motivo

sono io.

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