ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

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nodi

Tutto mi ricordo, anche a distanza di anni, e tutto mi lego al dito.

Ce l’hanno insegnato che il rancore non insegna, contamina e intossica solo l’anima. Ma quelli che ce lo dicevano sono solo dei buonisti viscidi e falsi, capaci di impartire la buona omelia, persi poi agli atti…tra le belle donne. 

Che Gesù Cristo perdonava le puttane per farsele gratis, e ti imponeva di porgere l’altra guancia, incurante del fatto che suo Padre fosse un grande vendicatore.

Che secondo voi, quelli che gli hanno crocifisso il figlio (che lui ha fatto nascere per far crocifiggere, così da perdonare agli uomini una sua incazzatura precedente, che sarebbe bastato dire “oh cari. vi porgo l’altra guancia” e tanti saluti) dove sono ora, alle Maldive?

O li ha sbattuti all’Inferno? Opto per la seconda scelta, e, caro Dio, non parlarmi di libero arbitrio. Che quella che hai impartito a quel ragazzo di 30 anni col tumore al cervello è solo una dimostrazione di crudeltà gratuita. Posto che tu esista e, davvero, faresti meglio a non esistere. 

In fondo, agli uomini servi nella misura in cui tu gli sei utile. E se non salvi i Giusti, a cosa servi? Sì, il paradiso. Posto anche esistesse me ne sbatto il cazzo di starti a pregare a oltranza avvolta da luce, preferisco coltivare i vizi, e non le virtu’. hic et nunc, ora, qui.

Grazie Signore, che ci fai soffrire.

E in questa vita, che poi è l’unica, i nodi che ho intrecciato alle dita mi ricordano di ricordare, sempre. Il torto, l’offesa subita. Ma non tanto per soffrire a causa di esse. Ma perché si è rotto un equilibrio, e di conseguenza quell’equilibrio deve essere ripristinato, e se deve essere ripristinato schiacciando le teste finché non grondano sangue, ben venga. Perdonare, rimettere un debito…sol perché qualcuno ti fa pena al cazzo, è un atto da coglioni o da inferiori, che poi è la stessa cosa. E non ci vuole forza a perdonare, perché corrisponde a deporre le armi in battaglia. E quelli che in guerra gettano le armi non ottengono la pace, ma la sottomissione al nemico. E’ arrendersi, non è…VINCERE.

Vincere, vincere, vincere, distinguermi, emergere, svettare, sgomitare, arrampicarmi, frodare, sfruttare…cosa cazzo me ne farei delle pari opportunità se poi dovessi essere costretta a vedere la mia povera testa allo stesso livello di chi odio?

Ed è così che io ricordo tutto.

ricordo quell’inetta della professoressa di lettere, persa nella sua inutile vita romanzata, e il suo dirmi che “non combinerò mai niente nella vita con questa arroganza”, e anche che non sapessi scrivere, perché era uno stile senza binari, retorico e ampolloso, basato sulla ricerca dannunziana della parola e non del significato. Estetico e vuoto. Come tutta me.

Giuro, quanto cazzo godrò a inviarle una copia autografata con dedica del mio romanzo scritto solo per profitto, “soldi, e non grazie ai tuoi insegnamenti, continua a goderti i tuoi 1000 euro scarsi al mese, e fammi sapere se ti serve un prestito o se stai bene così”

E a quella stronza della professoressa di matematica, che mi disse che di Legge non si fa carriera, e che i numeri contano nella vita. Saper contare, poi.

Copia autografata della mia parcella (la parte non in nero, almeno…) e poi: “vero, i numeri contano, ma non li so contare. Contami un po’ questi, visto che ci hai studiato matematica, grazie. Preferisco una calcolatrice di carne, non ho voglia di accendere l’iphone per usare l’applicazione”.

E tutti i miei ex. Passati, presenti, futuri.

Possano morire, tutti. Soffrire, uno per uno, possano essere soli come i cani.

Possano ai miei nemici schizzare le budella dagli occhi, e continuino…

i miei amici…

ad essermi utili.

Le mie dita staranno meglio quando sarà allentata la morsa dei nodi che li avvolge. Questione di tempo, la sacra Vendetta richiede sacrificio, macchinazione, tempo, giri di karma, azione.

Non c’è problema. Se il demonio m’assiste e Dio è occupato a fingere d’ascoltare le preghiere e spargere aministie agli empi, 

è solo questione di tempo.

Ricordati sempre di osare.

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