ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

Le seghe mentali ci piacciono

Proprio così, l’Uomo e’ una creatura troppo indolente perché s’abitui a ciò che non gli piace fare. Chi di voi si e’ mai abituato a studiare, per esempio? Se siete laureati avete alle spalle 6+3+5+5 anni di studio, eppure scommetto che ogni volta in cui ci si accinge a aprire un tomo compare quell’espressione tra l’irritato, l’annoiato e “vabbè, me tocca”.

Quindi le seghe mentali sono come fumare: si sa che fa male, ma e’ confortante e quindi sticazzi.

Preferisco fumarmi una sigaretta dopo l’altra che tuffarmi su un tomo di diritto, ad esempio. Così come preferirei spararmi un gran segone mentale contemplando il nulla invece di fare qualcosa di utile ma palloso (se solo potessi, tra le due, sì, sceglierei il segone).

Le seghe mentali sono pensieri a vuoto. Tutti sanno che sono inutili, ma nessuno sa come farli smettere.

Il pensiero, in  teoria e anche in pratica, e’ progettato per l’azione.

Quindi dovrebbe essere funzionale ad essa, e volto solo ad essa. Insomma, i filosofi sono dei gran segaioli mentali, i teologi non ne parliamo…etc.

Che potrebbe anche starmi bene, se non fosse che le persone troppo razionali mi fanno cagare.

Per il loro essere spente, opache.

Sì, per carità, le vedi con le scrivanie impeccabili, tutto sistemato, tutto in ordine, tutto allineato. Ne conobbi una così, e mi stava mortalmente sul cazzo: i disegni a mano libera li faceva col righello, non conosceva le sfumature, i tratti erano calcati e spigolosi. Da come una persona disegna si capiscono molte cose di lei, infatti io disegno da Dio, il tratto fluido, ma delicato, le sfumature perfettamente modulate e mai un colpo di gomma, perché la mia e’ arte senza sbavature. E così quando scrivo: vero, ho una prosa un po’ autocelebrativa e a volte gira a vuoto, ma non c’è paragone coi raccontini asettici di chi incasella tutta la sua esistenza entro binarietti del cazzo.

Ciò che rende la vita interessante, è la sbavatura. I fogliettini dell’ “imprevisto” del Monopoli. Le persone troppo ordinate (sia in termini di gestione attività/spazi, sia in termini di modus vivendi) non possono che sembrarmi interessanti come la tabella dei componenti chimici dell’analisi delle acque che trovi nelle etichette della Ferrarelle. Infatti chi cazzo se ne incula.

E te le vedi, e soprattutto se sono giovani emanano una tristezza incommensurabile: marciare dritte nei binari della vita, con già tutto pianificato, mai un guizzo di creatività, i cassetti ordinati, l’asetticità nel fare sesso perché ti scompigli, le parole sempre caute, le scarpe sempre allacciate, i capelli mai lasciati sciolti e al vento, il mangiare super lentamente, togliendo anche la cazzo di buccia del pomodoro. Ma va’, deficiente, che se fossi in Africa mangeresti anche la tua merda, e il fumo no e il bere no e macrobiotico e salutista e tanto sport, e se usciamo ci mettiamo sempre la protezione UVA, e qui e lì.

Badate, io non faccio riferimento a quelle persone che così sono costrette ad esserci, a causa dei lavori che svolgono e dei ruoli che rivestono, ma a chi caratterialmente è così. D’accordo: il modo più facile per congiungere A con B è il segmento: A_____B, ma Dio che gran figata le curve, il divergere, il percorso alternativo ,lo schiocco di dita, l’esclamazione, il lampo di genio, l’idea improvvisa, il cambio di piani, un jeans un po’ liso, un po’ di sano disordine, la scrittura cuneiforme, una battuta simpatica, un po’ d’umana smania di un pensiero fine a se stesso, ogni tanto. Il sogno. 

Le persone razionali ad esempio, come amano? Valutano sempre i pro e i contro, come di tutto, del resto. 

Boh, lo reputo un modo di vivere troppo cauto, limitante, asettico, per niente “bello”, perché la Bellezza pura sta solo in ciò che spicca dal solito, saltando all’occhio. La bellezza e’ una simmetrica forma di pazzia.

A me piace l’idea di una vita diversa, una vita che ogni tanto si risolve in pura arte, in puri esercizi di stile, dove si può anche sacrificare la funzionalità per la bellezza, l’utile per la forma, il Piacere per il dovere.

Almeno a venti anni, orsu’.

W la masturbazione mentale, senza abusarne.

via Postumia

Due e ventisei del mattino, metà Febbraio
Ci tengo ad essere preciso sempre nell’orario
Uscito dal lavoro da pochi minuti
Giusto in tempo per raccogliere i sopravvissuti
Che dalla nebbia affiorano come fantasmi
E con le palle in mano affilano le armi
E ci guardiamo in faccia sempre raramente
Perché il risultato è spesso deludente
E certe notti qui si fa un po’ di cagnara
Cantava quello che da Mario non ci lavorava
E certe notti qui io rischio seriamente
Che poi la notte dopo sia nullatenente .
In caffè c’è casino senza una ragione
Un pugno di ragazze e qualche marpione
E tutti a farsi belli perché a quest’ora
Finire a scopare è l’unica chimera …
Ed i trentenni vestono come i ventenni
Ed i ventenni spacciano ai trentenni
E le trentenni scopano coi diciottenni
E i quarantenni sognano le quindicenni
Ed i baristi litigano coi rumeni
Ehi tu! Vieni a vedere che bello che è
Nonno, questo è il paese che hai fatto te!

Poi ci vediamo tutti quanti in via Postumia
Con la testa bassa ed una coca-cola
Che io lavoro giusto per tenermi in vita
Sai cosa me ne frega dell’Europa unita
Del 7 e 40, la differenziata,
Alzate l’IMU tanto io non avrò mai una casa
Neanche trent’anni e come quasi tutti quanti
Il futuro me lo bevo per non pensarci

E i perdenti vestono come i vincenti
Ed i vincenti in fondo sono dei perdenti
E le coppie escono con altre coppie
E gli studenti affittano delle altre doppie
E mia madre canta alla televisione
Ehi tu! Vieni a vedere che bello che è
Nonno, è questo il futuro che sognavi te!

-Z. Circus

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agaist the sea, le grand hotel seagull magique…

Sono stata dalle 6 di mattina alle 8 e 42 della sera a ripetere diritto penale, con la graziosa freddezza di un giurista.

Il problema e’ il dopo, quando riemergi dalla stanza che rimbomba della tua voce stridula, e’ il dopo. Immersa nei propri odori e apparentemente senza pensieri, mentre il corpo degrada e decade ai primi caldi, come la cera quando il fuoco.

Nel silenzio che sembra olografico, dopo le notti vuote d’affetti e coi ricordi belli troppo lontani per riafforare da soli. O solo stanchi, perché ieri si e’ lavorato, oggi pure, domani anche, e quando non si lavora si studia. Che’ lo dicono tutti: se non ti impegni come ti rendi “indipendente?”. Bisogna lanciare il cuore (e possibilmente far seguire l’azione) giusto un passo oltre le proprie paure, e poi andare avanti. Che senno’…

Rumore di tasti, un vecchio pc tornato nuovo. Ma fammi un po’ risentire quella canzone, che non la potevo piu’ ascoltare per “colpa” del fatto che youtube l’ha abilitata solo ai dispositivi mobili. Ma dove sta, ah, a wonderful summer on a solitary beach.

Parte quel clarinetto, perché e’ un clarinetto, no?

Ma che giorno e’, chi sono, come mai mi sono ridotta cosi’, dove stavo, che e’ stato, ho chiuso solo gli occhi un attimo, eppure pare ieri, ma e’ lontano. Perdutissimo. Chissa’ dove.

D’Annunzio, ti ricordi, che lo amavi?

“Passammo l’estate, su una spiaggia solitaria…e già viaggiava l’eco, di un cinema all’aperto.”

I capelli corti e piu’ ordinati, bello l’incanto di una sana, impertinente, aggressiva e ostentata arroganza. Focosa irruenza d’animo, forte e anche voluta inaderenza al mondo, la ricerca di sé, e prima ancora di un osso da spolpare.

E il languore dell’amore perduto in petto, e quanto sono belle le storie mai nate, le storie solo in potenza, restano fossilizzate nella memoria come le piu’ belle trame mai raccontate, un Nobel mai scritto. Quanto, il “sarebbe potuto, ma non e’ stato” amplifica di rancori struggenti …

quelle note. Era caldo e avevo iniziato a scrivere il romanzo, quella sera sarei uscita con lui e avevo passato il pomeriggio a rimuginarci su.

Con quella canzone nelle casse, l’ingenuità nel cuore, la speranza in culo, la vagina in stato di allerta, gambe depilate perché devo essere presentabile. Promesse, parole e baci che ancora mi afferrano il cuore e me lo sbrindellano. e non avevo mai provato queste cose dolci, nemmeno nelle storie quelle vere, nemmeno nelle storie che sono davvero state.

Il clarinetto, e quel periodo brevissimo, forse in potenza il piu’ felice mai stato. Farsi baciare i tatuaggi dell’inguine, bersi promessi, bei racconti, bei canti, sgranare gli occhi di meraviglia pur atteggiandosi a donna vissuta.

Le strade battute dal sole, i libri chiusi che “tanto domani”, le notti lunghe lunghe, infinite e mai troppo durature. 4 puttanate da scrivere, relativamente poco da raccontare e parecchio da vivere. La sabbia gelida, poi calda, l’acqua, il fritto, la crema, il fumo, l’aperitivo, i sorrisi soffocati, utopie, e poi sfacciati, piu’ aperti, liberi, veri.

Un tatuaggio odiato a imprimermi l’intensità di un addio, o forse solo l’emblema di quella che e’ stata solo una grossa idealizzazione, che ha condotto necessariamente alla disillusione, e quindi alla chiusura del cerchio. Questo lavoro, questi libri, queste quattro mura, questi silenzi dove solo la mia voce di cornacchia.

Ma quelle note, in perfetta antitesi: tra un’Estate che c’è stata, sembra esserci davvero stata, e questa che il caldo e la puzza di chiuso mi suggerisce stia arrivando. E dai, che c’è la cresima, e indosserò un tubino a fiori e pallini tra l’ironico e il canzonatorio, lo sbarazzino e il modo di essere, a suo modo, sensuale.

Sensualità…ma che e’? Sono stata femmina? Prima di figlia, giurista, lavoratrice, arrampicatrice sociale?

Addirittura una che scrive e ascolta musica, ma dai. E sabbia contro pelle e baci ruvidi, oh, ma che e’?

La wonderful summer, on a solitary beach. Col groppo in gola che si ferma circa a metà del collo, e non raggiunge le guance. Ma e’ un buon livello, eè il mio livello di pianto. Non piango, e questo e’ il mio massimo.

Frutto d’amor perduto, di giovinezza che va, di maturità di viene, di tutta roba che non sai se ricorderai con tristezza, rabbia, o non ricorderai affatto in futuro.

Come me la ricordo, ora?

boh, mah, rileva? Deve essere oggetto di rappresentazione e volizione, come il dolo? Come agivo, dolo eventuale o colpa cosciente? Diretto, o addirittura intenzionale? Che abbia ragione Frank e la sua legge, e giudizio ex post o ex ante, ah, l’analisi prognostica postuma, e il c.d “viaggio nel tempo”. La dottrina maggioritaria.

So solo che amavo, basta. Come si amano le cose perdute, nella stessa carezzevole e sibilante avvenenza di queste presunte note di clarinetto.

Against the seeea, le grand-Hotel seagull magique.

Merda.

 

random

Gli onesti sono un branco di imbecilli. Fortuna sono pochi.

Il resto sono quelli che lasciano correre, mettono da parte orgoglio e vendetta, si accolano accanto alla mediocrità, e la chiamano semplicità. O umiltà.

 E di umile non hanno proprio un cazzo, sono solo arroganti che non possono permetterselo.

Gli onesti, in fondo, sono finti onesti. Perché quelli veri sono morti in croce con Cristo ,e mai più risorti.

Non credevo che così giovani si potesse nutrire un nichilismo così disfattista, e ammantarsi di un cinismo lucido e consapevole, che si macchia di volontario delirio ma giusto perché altrimenti sarebbe tutto troppo noioso. Mentre la fantasia e’ importante, un orticello immaginario di buoni frutti, che si coltiva nonostante la cappa di smog del mondo.

Essere geniali e’ una piaga, perché intorno sembra sempre tutto troppo poco, e la vita viaggia su binari tre palmi inferiori alle ambizioni.

Non esiste modo per staccarsi di dosso un Ego asfissiante che si comprime in esercizi di pura forma, e forse senza quello sarei un’ostrica senza la madreperla. Mollusco molliccio costretto a morire da lì a poco.

Cristo Dio, devo far soldi. Di piu’, molti di piu’.

E divertirmi a far piangere qualcuno…

E’ incredibile che goda solo laddove riesca ad arrivare in cima, forse e’ una malattia pure quella.

Non posso provare affetto per i miei colleghi, sono possibili futuri concorrenti.

E il mondo e’ piccolo, ti costringe a sgomitare cavando qualche occhio. 

Altrimenti non sali, non ti arrampichi.

Mi piace il gioco della piramide umana, e mi piacciono anche le vendite piramidali.II panorama, mentre motivi gli altri a guadagnare per te, deve essere fantastico.

E qui ognuno, per me, e’ un cliente e un’accozzaglia di cellule destinate a marcire insieme alle mie.

Speriamo almeno di aver forte goduto, prima.

 

 

 

rosico

Una pausa studio da queste norme che ammazzano la fantasia, per delirare un po’.

Ultimamente rosico, e sono tale e quale a Crudelia DeMon.

Si’, mi e’ capitato di rivedere una clip tratta dalla Carica dei 101, dove lei fa il suo ”ingresso” nella casa dei dalmata, sfatta e amareggiata, sprezzante e inacidita.

Si’, cazzo, sono Crudelia, linea a parte purtroppo, che quegli zigomi a punta aguzza li invidio. Rosico anche per quelli, rosico su una delirante rosicona. Favoloso.

Innanzitutto quell’alone puzzolente e malsano della scia della sigaretta, che fa proprio decadenza e sciattume. Poi i capelli mezzi chiari e mezzi no, che te lo dico a fare. Oggi si chiama shatush, ma altra storia.

C’e’ Anita col grembiule e lei in pelliccia, e mi sta bene.

Ma li’ finisce, la pelliccia e’ l’unica cosa che ha in più.

E passa il tempo a inveire sulla casa di Anita, troppo piccola, a spegnere la cicca sopra i pasticcini, a scriccare la sigaretta dentro al te’, a pavoneggiarsi un pochino, a sbeffeggiare la padrona di casa e il suo ”cavaliere senza macchia e senza paura”, per poi minacciare velatamente e tornarsene a casa portandosi con se’ la sua scia di fumo. E va be’, se ne torna a casa con una macchina strafighissima, ma non e’ quello il punto.

Crudelia e’ una donna amareggiata, cazzo. 

Sola, e tendenzialmente rosicona.

Non e’ solo questione di cani e macchie, quella va be’ e’ una fissa, una specie di parafilia. E’ tutto quello che ruota intorno a cani e macchie: da Anita che intanto ha un colorito umano, al marito che intanto e’ simpatico e la fa ridere, ai cani, alla domestica, alla casa. Insomma qualcuno. Insomma tutto.

 

Si’, negli ultimi…boh, mesi, anni? Non sono molto diversa da Crudelia, nella sua tristezza sgangherata, la sua disfatta civetteria, la sua solitaria perversione.

E rosico.

Rosico per quelle che si fanno i selfie al mare mentre hanno già dato gli esami che io chiaramente ancora no, rosico perché odio l’Università, e invece mi tocca ancora sopportare. Rosico perché lavoro per permettermi una cazzo di rinoplastica e invece se tutto va bene devo aspettare ancora un paio d’anni. Rosico per le coppie felici, per i miei successi sfumati, gli amori perduti, i due di picche che mi sono piovuti inesorabili, i tentativi di rivalsa/riscatto/iniziativa che culminano in copiosi buchi nell’acqua. E inoltre per la forma fisica perduta, per le amarezze gratuite che mi hanno scavato rughe a 21 anni.

E poi, a dirla tutta…se Dio esiste e’ un coglione. E se non esiste fa più che bene. E se torna ad esistere e’ un sadico e basta.

Ma in fondo penso a Walt Disney, che ha anche rischiato il fallimento e si e’ salvato sempre in corner, ha dovuto sfornare Dumbo che effettivamente e’ orrendo per sopperire alla perdita dopo Fantasia, che non e’ proprio una merda ma e’ un pappone avanguardista che e’ solo roba per pazzi e geni, mentre ai bambini fottesega.

E quindi ci si può ANCHE dare una scrollatina e attendere i tempi migliori.

Si, ma quando?

La stagione dell’amore viene e va. Si’, Battia’, ma quando arriva?

Va be’, senti, torniamo a studiare che e’ meglio.

E voglio quelle cazzo di pellicce di dalmata di merda, che almeno vi strappino un po’ del maledetto sorriso, a te, marito, Peggie e Pongo del cazzo e cucciolata.

Io, io non sorrido mai, se non di amaro o ghignando o internamente sognando vendette.

Che tanto arrivano, si’, ma quando?

 

Aniiiiita, tesoro.

people from Ibiza

La cosa orrenda d’amare e’ quando sei costretto a disinnamorarti e non ci riesci.

E’ una specie di fastidiosissima stichitezza.

O simile a quando vuoi vomitare e non ci riesci.

Gli amori finiti solo da un lato sono merda che galleggia e ristagna nel cesso della memoria.

Tutto sta a saper quando tirare lo sciacquone.

Ciao, people from Ibiza.

the last time

L’ultima volta che mi sono sentita davvero felice e’ stato tanto tempo fa.

E gozzovigliavo, sì. Con l’anima che schiumava di piacere odioso,

Facevo surf sopra un’illusione.

Ma il destino mi ha sentito perché gridavo troppo forte e,

Invidioso,

Mi ha sottratto quel pugno di gioia.

Ma le mie lame sono affilate,

E la vendetta in me non conosce vuoti di memoria.

A presto.

le 100 cose da fare ( e non) quando si viene lasciati

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Le 50 cose da fare e’ diventato il mio post più cliccato, un post letto in tutto il mondo.

Onderagionprecui rilancio, e lo aggiorno: le 100 cose da fare ( e non) quando si viene lasciati. Parlo al maschile ma ovviamente vale anche al femminile.

 

1) se cerchi vendetta, scopati la migliore amica

A mio tempo lo sconsigliai, ma ora che ci penso non e’ male. A patto che poi mandi a fanculo entrambi. 

2)senno’ ignorali e fottesega

3) cerca di NON buttarti giù, la vita e’ brutale ma devi entrare nei suoi meccanismi, niente e’ per sempre, ne l’amore, ne’ il dolore.

4) piangi, se devi, ma poi ripigliati

5) contatta subito l’avvocato ( in caso di figli e matrimoni) per elaborare una strategia difensiva che ti consenta di tagliare sugli alimenti ( se devi sborsarli) o di pretendere un assegno quanto più possibile gonfiato se sai che ti spetteranno, e sbrigati!

6) stringi i denti e evita i tuoi amici fidanzati, ti butteranno giù.

 7) evita , se puoi, cene e pranzi coi tuoi parenti ( in cerimonie ecc), perché non faranno che chiederti ”dove sta la tua fidanzata”? 

8) se non puoi evitare, glissa. O sii sincero: mi ha lasciato.

Alla fine in questi casi e’ meglio la sincerità che tanti giri di parole. Se poi ne parli in modo secco e tagliente, mostrandoti seccato per la domanda, difficilmente chiederanno oltre.

9) se chiedono oltre, rispondi educatamente maledicendoli internamente

10) fatti vedere sorridente in giro, ma non euforico: se appari forzatamente felice ( tanto lo so che sei forzatamente felice, e lo sanno tutti) sembrerai più finto delle mutande ”G&G” dei cinesi. Quindi: sereno e rilassato , non euforico.

 11) prendi la valigia e parti.

12) imposta la tua vita seguendo le TUE coordinate, non le sue. Anche perché non c’e’ più.

 13) non aspettare invano i suoi ritorni, perché una cosa rotta e’ rotta. Ti infileresti di nuovo un preservativo bucato? Una storia finita , fosse anche lunghissima, e’ un preservativo bucato.

14) glacializzati, disumanizzati: diventa un perfetto stronzo/a.

Vuoi che ti trattino di nuovo così? No. Bene, vivi in funzione di te stesso d’ora in poi e non fare mai piu’ niente per niente.

15) niente seconde possibilità: a te sta bene che lei abbia passato mesi a scoparsi mezzo mondo e poi torna da te? Se ti sta bene, sei un coglione e meriti di essere zerbinato.

16) masturbati più spesso, tanto ne sarai costretto.

17) Segnati in palestra.

18) non scartare l’ipotesi di confezionare una bambola di cera con la sua effige, per poi maledirla. Se il tuo rancore e’ abbastanza potente, ti assicuro che il ”colpo” arriva.

19) tramuta l’amore in odio, perché l’amore non più corrisposto e’ più doloroso dell’odio. E’ un rancore sordo che non sa dove sfogarsi, e quindi:

20) se ripensi ”ai bei momenti”, subito contrapponi un pensiero negativo associato alla persona

21) immaginatela invecchiata, ingrassata, fallita, sola.

22) proiettati ottimisticamente al futuro: con una bella donna, fedele. Sarai realizzato. Potrebbe non essere vero, ma questa speranza e’ un galleggiante. Ti consente di non affondare.

23) gettati come un folle …nelle braccia del lavoro. Cerca di fare soldi su soldi, se non ce l’hai trovalo. Muovi quel cazzo di culo.

24) puzzi, vatti a lavare, se sei donna non trascurarti, che in queste circostanze si fa presto a sembrare una gattara.

25) se per caso ti sei tatuato il suo nome ( imbecille!) Sborsa subito i soldi necessari per il laser. Se non li hai, puoi sempre vendere un rene.

26) non ubriacarti che ti fa solo ingrassare e vomitare

27) lo sai che su ebay i vibratori stanno a €9.90?

28) vatti a sistemare quei cazzo di capelli

29) strappa le foto

30) butta via i regali, anzi no, rivendili.

31) ti stava sul cazzo sua madre? Bene, te ne sei liberato.

32) non idealizzarla. E’ una donna, due gambe e un buco. Sì, bla bla bla, i sentimenti. Bravo coglione.

33) siamo in 6 miliardi sulla terra. Nessuno e’ unico e speciale.

34) richiama gli amici che erano finiti nell’oltretomba, se ti si cagano sono dei veri amici

35) sembri appena uscito da Auschwitz, Cristo di un Dio, datti una specchiata: dove sta l’amore per se stessi?

36) scollati da quel divano, che ne stai assumendo la forma.

37) cazzo ti piangi addosso a fare? Adesso dimmi all’atto pratico a che serve.

38) a un cazzo, appunto, tira fuori le palle, piuttosto.

39) richiama qualche vecchio/a scopamico e facci un po’ di sesso selvaggio e disincantato, animalesco, squallido e rabbioso: uno sfogo.

40) fai terra bruciata di lei/lui in giro. Colleghi di lavoro, capi, amici in comune, semina zizzania. Sì, dirà che rosichi e che sei invidioso. Ma intanto la sua immagine ne esce rovinata.

41) dai su, che mica era Megan Fox. / dai su, che mica era Brad Pitt.

42) la vita e’ un buffet, non digiunare per troppo tempo.

43) ma comportati dignitosamente! Non farti vedere triste e disperato e non provarci con tutte, sembrerai solo un morto di figa. Se donna, na zoccola.

44) se puoi concretamente danneggiarla, fallo.

45) niente scenate di gelosia.

46) niente incontri per -‘chiarire’. Che ti vuoi chiarire, il cazzo di un altro che si infila al posto del tuo?

47) oh, ma certo, vi siete lasciati ”di comune accordo”.

48) certo, non ha un altro, era ”confusa.”

49) e il problema non sei tu, e’ lei. Ti ha detto.

50) cerca di laurearti in tempo, va’.

51) lascia scorrere i mesi, possibilmente senza altre implicazioni sentimentali. Saranno mesi del cazzo ma passeranno anche quelli.

52) impara la lezione e fanne tesoro con la prossima persona.

53) la lezione e’ questa: mai dare niente per scontato. Mai credere che una persona ci sarà sempre.

54) non cercare di riconquistarla, ripeto, fanno schifo i preservativi rotti.

55) non tornarci a scopare, a meno che non hai contratto l’AIDS prima.

56) non illuderti se ti richiama.

57) non illuderti se tornate insieme: ti lascerà di nuovo nel giro di poco.

58) e sai perché? Perché sa che ci sei, e quando ormai una persona ti ha dato per scontato e ti ha zerbinato, e’ per sempre.

 59) cancellala da facebook e cazzi vari. Che te ne fai delle foto dei gattini e la foto con il nuovo idiota che si scopa?

60) fottitene. Sii freddo, sii spietato. Nulla distrugge maggiormente l’ego di un ex partner come lasciare intendere che se ti ha lasciato non te ne fotte proprio un cazzo.

61) e quindi: niente stati allusivi, niente dediche, niente frecciatine.

62) se sei maschio e hai l’aria un po’ sbattuta e’ molto sexy…

63) considera i lati positivi di essere single, visto che ci rimarrai per un po’. E soprattutto abbi pazienza, tanto, chi te lo fa fare di nuovo di soffrire? Di sopportare i difetti di un’altra persona, pagare cene ( se sei maschio)…per carita’.

64) hai una passione? Dedicatici anima e corpo

65) se hai meno di 25 anni e dei ”depresso” verrei li’ a riempirti di sberle.

66) sfrutta la situazione a tuo vantaggio, e cioè smussa i tuoi difetti, matura e impara dall’esperienza appena passata.

67) abituati alla solitudine, le farfalle nello stomaco solo solo una droghetta temporanea per non farti vedere la realtà. E la realtà e’ che noi umani facciamo cagare. Siamo organici: non possiamo prescindere dallo schifo. E soprattutto nasciamo e moriamo SOLI, sempre. E soli restiamo per tutta la nostra vita

68) diventa egoista.

69) diventa crudele.

70) non vuoi? Congratulazioni coglione, porgi il culo che continueranno a flagellarti a vita.

71) d’ora in poi, fottitene se farai piangere qualcuno.

72) segui solo il tuo piacere, smetti di prostrarti per un altro essere umano.

73) l’amore e’ una forma di debolezza, un vizio, come il fumo, il sesso e altri. Nello specifico serve per a non abbandonare la prole a se stessa, e’ solo un’alterazione chimica. Una botta di serotonine. Si’, stupendo… finché hai la dose.

74) ricuci la tua autostima: ti senti un cesso e un fallito, lo so… l’EGO ha più ferite del tuo cuore.

75) falli piangere.

76) la vita e’ una, salta e balla sotto la grandine.

 77) evita di andare dallo psicologo o simili, non essere il primo che ingigantisce la cosa.

78) non ti fissare

79) non ti fossilizzare sul passato, e’ da perdenti. Si’, l’ Italia ha avuto l’impero romano , il rinascimento e puttanate…ma ora, come dice la pubblicità… sarebbe il caso di guardare avanti.

80) ecco, piuttosto adoperati per trovare un partner più bello del precedente. Così, tanto per farlo rosicare un pochino.

81) se per caso stai divorziando, assicurati che il tuo avvocato oltre che bravo sia anche di sesso opposto e di bella presenza. Visto mai che mentre decidete la ”strategia”…

82) non tutti i mali vengono per nuocere.

83) tra 5 anni neanche ti ricorderai che faccia aveva. 

84) uccidi la speranza, distogli la mente.

85) tramuta l’amore in odio. E’ l’unico modo per non fissarti più. Quando ti viene in mente un pensiero positivo rivolto a lei, TAC! Deve scattare il pensiero negativo.

Tipo: ah, quanto cazzo eravamo felici, quanto cazzo era be… TAC, sta cellulitica troiona!

86) possibilmente non cambiare orientamento sessuale. Capisco il trauma, ma…

87) vulnera dant formam: le ferite foggiano la forma. 

88) e se puoi…trova qualcuno che te le lecchi…

89) se non te la senti di ”gettarti nella mischia”, il che e’ più che comprensibile…consiglio un periodo di ”letargo”. Un po’ meno ”social” e più incentrato su sonno, riflessione, lavoro… può sembrare ”noioso” ma assicuro che questa forma di solitudine va più che bene.

90) apprezza la compagnia con te stesso. Il che significa…”rimugina”. Ma non sulla storia passata, rimugina su di te, sul tempo perso a compiacere un’altra persona, su cosa puoi fare concretamente per migliorarti, insomma: meditaci su, e costruisci una strategia difensiva ad hoc.

91) si’, tranquillo, non resti single a vita. Però devi ponderare meglio, la prossima volta. Scegli il partner con maggiore cura. 

Poniamo che sei una donna e che hai paura di stare single, perché sei debolina di carattere e ” no, che schifo single, proprio non ci so stare.” OK.

immagina allora di tappare i buchi ( in tutti i sensi) col primo che passa, e rimbalzare da una storiella all’altra sprecando anche 2 anni. Stare lì affannosamente a cercare un uomo…

Be’, inutile dirti che e’ controproducente e, mentre ti fai 4 idioti ”tanto per” perdendoci in tempo , strappi di ceretta e ricariche telefoniche , magari passa ”Lui ” e te lo perdi. Insomma: devi scegliere il partner a mente lucida, e non e’ affatto vero che in queste cose e’ meglio un uovo oggi che una gallina domani. Quindi… aspetta, pondera, valuta, statte bona! Non ti accontentare, ecco. A meno che sia solo sesso e allora OK.

92) oggi il single e’ figo. OK, magari non ti piacerà la situazione, ma single sa di ”indipendente”, ”dio mio quello e’ uno spirito libero”, quello ”si gode la vita”, quello ”scopa”. 

E voi fatelo credere, fin tanto resterete single. Si’, il letto vuoto, che gran figata! Campo di cibi precotti, oh, stupendo! Delirio, fantastico, uh, w la libertà, wow!

93) ora ti sembrerà di esaltare uno status che ti sta stretto, quando troverai un nuovo partner e le cose si faranno ( davvero) serie o ancora serie…rimpiangerai sul serio di non essere più single, fidati.

94) continuando il discorso di prima, sì, essere single e’ figo. E’ oggettiva,ente più figo dell’essere in coppia, soprattutto se ancora non hai 30 anni , perché hai la possibilita’ di fare tutto ciò che vuoi e soprattutto realizzarti al cento percento. Certo, per stare bene stando single, bisogna avere una forte autostima, un ottimo spirito pratico, fondi propri, possibilita’ di guadagno. Insomma, sapersi arrangiare. In tutto, dalle faccende domestiche ai momenti di sconforto. La libertà e’ anche questo.

Personalmente io ci riesco, nel senso che non necessito di appigli emotivi essendo indipendente al 100%. Anzi, per me un uomo e’ un bambino da allattare, palla al piede. 

Ma io sono io.

95) i ricordi sono tempo perso per sempre.

96) vivi al futuro, non al presente, ne’ al passato ( perché effettivamente per un po’ il presente fara’ cagare). Quindi poniti degli obiettivi a medio lungo termine e focalizzati su quelli. 

97) comprati un cane, fai volontariato e quei 4 consigli che danno tutti e non servono a un cazzo.

98) sorridi perché indifferenza e sorriso hanno fatto più vittime della bomba atomica.

99) sorridi, perché i tuoi nemici stanno godendo. Non devi mai, e ripeto mai, farti vedere triste dal ”popolo”, dalla gente.

100) e butta sto cazzo di preservativo bucato!

 

 

 

 

 

sabbah.

Le persone, da morte, diventano molto più interessanti.

I vivi non possono rivelarti il futuro con matematica precisione.

Ti chiedono preghiere in cambio…questo sì.

A volte ti insultano, spesso non parlano italiano,

Ma quando vai sul google traduttore scopri che recitato vecchie preghiere ebraiche …

Da loro ho saputo tutto.

Quando mi sposerò, con chi, a quanto anni lo conoscero’, se avrò figli, come sarà il mio futuro.

Con le mani tremanti, componevo le parole anche ad occhi chiusi mentre la moneta ti trascina a se’…

Loro esistono, e ci sentono e vedono sempre. Un giorno lo chiesi ( ma tu dove sei di preciso?) E compose…Q-U-I

E chiesi: ‘ma qui ,dove?”

Lo posi a 2 entità, lo stesso quesito.

Una scrisse ”o-v-u-n-q-u-e”, un’altra ”g-i-r-a-t-i  d-i-e-t-r-o- d-i- t-e ”

 

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Chissà, magari un giorno la rivendero’ su e-bay sostenendo sia maledetta.

Avete domande in merito? Vi interessa l’argomento? Volete delucidazioni?

 

anche se, anche se…

Andare con uno fidanzato.

Non solo non ci vedo niente di male, anzi, la cosa a volte mi stuzzica.

E mi e’ capitato in più occasioni di essere l’altra.

Mi piace sfidare i limiti del consentito, laddove non ci sono rogne legali in vista, si intende.

Faccio anche sedute spiritiche,figuriamoci.

Ah, tra l’altro si’, gli spiriti esistono , coi morti si può parlare e mi sono fatta spappardellare da loro il mio futuro.

Ma di questo ne parlerò in un’altra occasione, tra l’altro sto aspettando che il corriere mi consegni una tavola spiritica ”professionale”, per così dire. Macabro e fine oggetto d’arredo, lo vedo stupendo come cimelio nella mia seconda casa. Bella, dovreste vederla,di legno nero con tutte le impunture dorate e i simboli esoterici e tutto.

Tornando pero’ a parlare banalmente di maschi.

Un tizio fidanzato, perché no. Ovviamente deve lasciare lei, essere relegati al ruolo d-amante e’ squallido.

E lì sta il difficile: bisogna non farsi raggirare dalle trappole maschili, abili incantantori.

Però ogni tanto ripenso a quegli occhi chiari, quella cena di amici in comune, quel suo parlare forbito…quel ”e’ stato davvero un grandissimo piacere conoscerti, spero di rivederti presto”…e baci che mi parevano tutt’altro che il solo frutto di cortesia.

Era il tono di voce,più pastoso.

Si’. Lo avrei fatto, spudoratamente, anzi, meglio.

Se solo…

Non fosse stato alto il rischio diventare ”la terza”.

Solo l’anno scorso avrei osato comunque. Oggi capisco che ”non conviene”

Ma non dal punto di vista morale, eh, ripeto, la moralità per me non esiste.

Ma per svantaggio personale. Insomma, se il rischio e’ altissimo e la posta in gioco non poi cosi’ alta ( un bel ragazzo, OK, anche intelligente, ma non basta) , per quanto appetibile…

Il gioco non vale la candela.

Anche se, anche se…

 

 

 

 

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