ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

Le seghe mentali ci piacciono

Proprio così, l’Uomo e’ una creatura troppo indolente perché s’abitui a ciò che non gli piace fare. Chi di voi si e’ mai abituato a studiare, per esempio? Se siete laureati avete alle spalle 6+3+5+5 anni di studio, eppure scommetto che ogni volta in cui ci si accinge a aprire un tomo compare quell’espressione tra l’irritato, l’annoiato e “vabbè, me tocca”.

Quindi le seghe mentali sono come fumare: si sa che fa male, ma e’ confortante e quindi sticazzi.

Preferisco fumarmi una sigaretta dopo l’altra che tuffarmi su un tomo di diritto, ad esempio. Così come preferirei spararmi un gran segone mentale contemplando il nulla invece di fare qualcosa di utile ma palloso (se solo potessi, tra le due, sì, sceglierei il segone).

Le seghe mentali sono pensieri a vuoto. Tutti sanno che sono inutili, ma nessuno sa come farli smettere.

Il pensiero, in  teoria e anche in pratica, e’ progettato per l’azione.

Quindi dovrebbe essere funzionale ad essa, e volto solo ad essa. Insomma, i filosofi sono dei gran segaioli mentali, i teologi non ne parliamo…etc.

Che potrebbe anche starmi bene, se non fosse che le persone troppo razionali mi fanno cagare.

Per il loro essere spente, opache.

Sì, per carità, le vedi con le scrivanie impeccabili, tutto sistemato, tutto in ordine, tutto allineato. Ne conobbi una così, e mi stava mortalmente sul cazzo: i disegni a mano libera li faceva col righello, non conosceva le sfumature, i tratti erano calcati e spigolosi. Da come una persona disegna si capiscono molte cose di lei, infatti io disegno da Dio, il tratto fluido, ma delicato, le sfumature perfettamente modulate e mai un colpo di gomma, perché la mia e’ arte senza sbavature. E così quando scrivo: vero, ho una prosa un po’ autocelebrativa e a volte gira a vuoto, ma non c’è paragone coi raccontini asettici di chi incasella tutta la sua esistenza entro binarietti del cazzo.

Ciò che rende la vita interessante, è la sbavatura. I fogliettini dell’ “imprevisto” del Monopoli. Le persone troppo ordinate (sia in termini di gestione attività/spazi, sia in termini di modus vivendi) non possono che sembrarmi interessanti come la tabella dei componenti chimici dell’analisi delle acque che trovi nelle etichette della Ferrarelle. Infatti chi cazzo se ne incula.

E te le vedi, e soprattutto se sono giovani emanano una tristezza incommensurabile: marciare dritte nei binari della vita, con già tutto pianificato, mai un guizzo di creatività, i cassetti ordinati, l’asetticità nel fare sesso perché ti scompigli, le parole sempre caute, le scarpe sempre allacciate, i capelli mai lasciati sciolti e al vento, il mangiare super lentamente, togliendo anche la cazzo di buccia del pomodoro. Ma va’, deficiente, che se fossi in Africa mangeresti anche la tua merda, e il fumo no e il bere no e macrobiotico e salutista e tanto sport, e se usciamo ci mettiamo sempre la protezione UVA, e qui e lì.

Badate, io non faccio riferimento a quelle persone che così sono costrette ad esserci, a causa dei lavori che svolgono e dei ruoli che rivestono, ma a chi caratterialmente è così. D’accordo: il modo più facile per congiungere A con B è il segmento: A_____B, ma Dio che gran figata le curve, il divergere, il percorso alternativo ,lo schiocco di dita, l’esclamazione, il lampo di genio, l’idea improvvisa, il cambio di piani, un jeans un po’ liso, un po’ di sano disordine, la scrittura cuneiforme, una battuta simpatica, un po’ d’umana smania di un pensiero fine a se stesso, ogni tanto. Il sogno. 

Le persone razionali ad esempio, come amano? Valutano sempre i pro e i contro, come di tutto, del resto. 

Boh, lo reputo un modo di vivere troppo cauto, limitante, asettico, per niente “bello”, perché la Bellezza pura sta solo in ciò che spicca dal solito, saltando all’occhio. La bellezza e’ una simmetrica forma di pazzia.

A me piace l’idea di una vita diversa, una vita che ogni tanto si risolve in pura arte, in puri esercizi di stile, dove si può anche sacrificare la funzionalità per la bellezza, l’utile per la forma, il Piacere per il dovere.

Almeno a venti anni, orsu’.

W la masturbazione mentale, senza abusarne.

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