ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

uomo avvisato

Amo e sono innamorata persa. Ma che devo fare, andare avanti, riempire, riempire, riempire.

Le lunghe ore che mi separano sempre da un incontro e l’altro. I silenzi, le attese snervanti. Quei ricordi maledetti.

E’ passata solo una settimana scarsa da quei due giorni di passione. E ci siamo rivisti, domenica.

Ma…

Ma non mi basta mai.Un giorno e’…

Dio, un secolo, un secolo, un secolo.

Devo dimenticarmi di te. Forse con un altro chiodo. ..quanto sono malata.

Me ne stavo aspettando l’esame, la settimana scorsa, appunto.

Tutti tesi e in ansia fuori dalla facolta’. Se hai fegato i fumatori rimorchiano che e’ una meraviglia.

A un certo punto, seduta su una panchina. Mi soffermo su un polpaccio, un polpaccio tatuato, tatuato di un motto fascista. E uno stemma , fascista. Mi accendo una sigaretta.

Sollevo i Gucci sopra il polpaccio, poi su su fino a inquadrarlo tutto, protetta da quelle lenti scure. Curiosa di sapere chi ne fosse il padrone.

Belloccio. Alto, piu’ del tossico. Moro, e quindi yummy yummy, atletico, ray ban scuri, sorriso sfrontato. Occhi grigi.

Non sbarbarti, stai bene.

Yummy yummy.

”Ehi”esclamo sfrontatamente ”camerata!”

Lui si gira a guardarmi un po’ stupito. Ma sono una bella donna, mi si perdona tutto.

”Bel tatuaggio, hai fegato. In una facolta’ rossa come questa poi rischi che te lo usano come bersaglio per giocarci a freccette”. 

Sorride.

”Nobis!”

Allungo la mano tesa a rincorrere la mia. Una stretta di mano ferma e franca.

”Nobis camerata, semper”.

Dio, fa cosi’ strano capirsi.

”Sai. Anche io ho un tatuaggio simile al tuo, altro motto pero’. Il M.A.S”

Ah! IlMAS, certo. Ma davvero, grande stima.

”Si’ ma non perche’ sono fascista, ma perche’ sono dannunziana.”

”Tutti noi amiamo il vate.”

”Militi?”

”Si’.”

E’ una cosa che ti passera’, laureato e ingessato. Tutti a venti anni fanno rivoluzioni. A che anno sei?

”Quarto”

”Ah, io secondo.”

”E tu, non ti stuferai del tuo m.a.s?”

”Stancarsi d’osare significa morire. Quando accadra’, sara’ gia’ troppo tardi, gia’ saro’ finita.”

”Che esame dai?”

”Commerciale”

”A me manca, lo do alla fine del corso, lo odio”.

”Prima me lo levo, meglio e’.”

E cosi’ giu’, a parlare di questo e quello. Finche’ mi sono dovuta presentare per l’appello.

 

Mi ha chiesto di uscire.

Si’,  ci esco. Un aperitivo.

Mi incuriosisce il tipo.

Sto cercando un rimpiazzo?

A me pareva cosi’ bello…

Be’, spero solo non finisca come con Patty pravo.

Lei che pensa a ”lui” mentre sta tra le braccia del nuovo.

Dio, no.

Amore mio ti prego, domani come sai fare, rimettimi in riga.

Sta’ con me. Fatti sentire.

Cio’ che tu trascuri, amore, diventa roba d’altri.

Uomo avvisato.

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