ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

levati dal cazzo

Giornate del cazzo, una dopo l’altra.

Scandite dalle mie medicine, dalle visite della vecchia totalmente inabile a se stessa, il brontolare del vecchio, il mio nervosismo.

Bella vita.

Pero’ proiettarsi in un futuro piu’ roseo aiuta a superare questa merda di presente.

Io non perdono, e non dimentico.

E neghero’ ogni futuro eventuale aiuto piovuto da persone che l’hanno negato a me.

Non porgo altre guance, a me girano i coglioni e basta.

D’ora in avanti le persone saranno un mezzo, indistintamente.

Mai piu’ mi sacrifichero’ per una di esse, frocio o drogato che sia.

Ma quella col drogato tanto tanto, e’ stata una storia dove qualche scopata di gusto me la sono fatta, dai, un po’ di adrenalina.

Ma della precedente ne vogliamo parlare?

Cioe’, sono letteralmente stata con uno che mi repelleva per pena. Per riempire un vuoto con uno a caso, per noia.

Ci credo che non ci scopavo mai, indovina un po’. Virile come malgioglio, avrei preferito cucirmi ovaie e tube di falloppio. E’ stato in grado di reprimermi la ninfomania latente, figuriamoci.

Sono troppo per questa gente.

 

Mai piu’ una roba del genere.

Ho capito lerrore,

Ho capito tanti errori,

Mai piu’, la bonta’.

Non e’ nemmeno nella mia natura.

Mai piu’ la crocerossa.

Ah, ieri ho rivisto la mia ex compagna del liceo. Proprio quella che ha pensato bene di sostituirmi con le nuove amicizie dell’uni, mentre io sono stata anni a ascoltare delle sue lamentele. Aveva davvero un bel ragazzo, lei stessa era bella. Capello corto biondo, un bel biondo, trucco curato, magrolina, alta.

Be’, e’ diventata una valchiria, capelli rossoTiziano, quella nuance che non va piu’ di moda da una vita circa. Da lontano mi pareva una donna incinta.

Cosi’ mi sono sollevata immediatamente.

Voglio dire, io non per niente ma il mio fisico inizia a virare verso la perfezione. Vitino stretto, linea degli addominali, tonicita’, taglia 42, vestitini, seno piccino, culo a mandolino, alto, bello, sodo, gambe scattanti, muscolose.

Grazie a dio sono bella. Grazie, grazie dio.

Bella e invidiata, bella e dannata.

Purtroppo a volte pero’ essere belli non basta.

Conta ancheil carattere e il mio si e’ un po’ rammollito.

Tuttavia so cheil dolore, accarezzandomi, sta ancora una volta tastando il polso al mio spirito.

Vuole vedere dove posso arrivare.

Io mi lascio scopare dal dolore, lo affronto, lascio che la mano del dolore mi faccia dei copiosi ditalini. Mi faccio perfezionare e fortificare dal dolore, perche’ a questo serve.

Vuoi togliermi la fiducia, l’autostima, la speranza, la gioia, la determinazione, il sogno, caro dolore?

Vuoi negarmi per sempre un compagno, la pace, le vittorie, vuoi continuare a farmi vivere nel tedio e nella noia esistenziale, eh?

Credi che abbandonero’ l’uni?

Credi che non mi mettero’ a scrivere quello che sara’ un best seller?

Credi che non vincero’ altri premi?

Credi che non mi innamorero’ mai piu’?

Ahahahahahahah. 

Tu forse, depressione, non hai capito con chi hai a che fare.

E ora levati dal cazzo, io ho vent’anni, sono fica, faccio la fotomodella, sono intelligente e devo andare a prendere a schiaffi il mondo. 

E schiacciero’, d’ora in poi, qualsiasi formica mi si parera’ davanti al cammino.

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Un pensiero su “levati dal cazzo

  1. Alice in ha detto:

    Vale la pena sopportare le pene dell’inferno, quando scopri che il karma ai tuoi nemici ha fatto di peggio.
    E’ un momento di libidine assoluta che ti fa godere internamente con sublime malignità.
    Senza sensi di colpa, perchè sai che se lo meritano. E che tu te lo meriti.

    Sono gli attimi di gloria in cui, col tuo migliore sorriso, dici le cose più false del mondo, con l’assoluta mortale consapevolezza che lei/lui sa benissimo che pensi l’esatto contrario, ma non può risponderti.

    “Ti trovo in forma! Ma certo che no, non si vede affatto che sei ingrassata! Sei tu che esageri! E quei capelli, poi… ti stanno davvero, davvero bene sai?”

    Sono soddisfazioni. Eh sì.

    Sono i momenti in cui ti rendi il conto che il karma ha trovato la propria strada e ha colpito proprio dove doveva colpire, come una freccia che dal passato si è proiettata nel futuro. E l’arco che l’ha scoccata era il tuo.

    Girare le spalle e proseguire, con una piccola voce nel cuore, che ti dice che ogni tua lacrima non è stata versata invano.

    Forza e coraggio, sarà così anche questa volta, non avere dubbi.

    Alice

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