ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

grifis

Cara Alice,

Le uniche due categorie rilevanti di persone che bazzicano il mondo, da cio’ che ho potuto capire, sono queste.

Da una parte, le creature di terra. Attaccate alla terra in ogni loro fibra. Marciano, camminano, cavalcano, corrono,ma il piu’ delle volte, strisciano.

Amano i luoghi affollati, le partite e i bar, le discoteche e se hanno un lavoro lo maledicono. Se vanno all’ uni, posto che ci siano arrivati, un voto vale l’altro. Si accontentano dei frutti spontanei che gli getta la terra, e vivono del momento, dell’occasione, riempendosi la bocca di luoghi comuni. Ascoltano musica di massa e fanno cose di massa, sono spesso maldicenti, malpensanti, superficiali, traditori, viscidi, attaccati al sesso e alle loro insicurezze. Si lasciano vivere, giorno dopo giorno. Trascorrono.

Il resto, poco, sono i falchi.

Loro non sperano, progettano. Non provano, fanno. Non si accontentano , ambiscono . Non strisciano, volano.

Hanno una sensibilita’ piu’ distillata, piu’ alta e piu’ sacra. Vogliono il meglio, sono malati di perfezione. Spesso si autodistruggono, per il meglio.

Non sanno che farsene delle storie una notte e via, dei diciotto, del soft, di folle, dello stesso presente.

Vivono di Sogno, un sogno alto e concreto, muoiono per renderlo vero.

Gli occhi , torvi, eppure sbrilluccicano dei baiori dell’ambizione.

Sono sempre in cerca, sempre in viaggio, sempre insoddisfatti.

Odiati.Incompresi.

Maledetti, dannati, sinistri.

Ma sempre rapaci sono, e i falchi non volano a stormi.

Condannati a una desolante solitudine, lassu’ dove il cielo e’ libero, ma l’aria e’ fredda, tagliente, penetra dentro tutte le piume.

Mai contenti, mai felici, ma sempre fieri di se’, pieni di se’, consapevoli.

Scherniti, perseguitati, spesso derisi, malvisti, o ”dio mio quanto se la tira, ma chi si crede di essere”.

Sorridono di rado, i falchi. 

Come tutti, precipitano. Ed e’ un precipitare maggiormente avvertito, perche’ dall’alto se si cade ci si sfracella. Se ami al massimo di cio’ che consente l’umano, e poi finisce, il piccolo cuore umano che comunque hai, si spappola, si appoltiglia.

Io sono un falco, posso dirlo forte.

In venti anni ho vissuto come se ne avessi il doppio.

E ho una parete dove brillano diplomi e medaglie. 

Ho avuto amori atroci, quelli blandi li ho sempre rifiutati.

Ho venti anni e ora ho poco piu’ degli antidepressivi, ma non smetto di vivere, sperare, combattere.

Per mia natura, ruggisco e non belo, calcio i culi e non li lecco.

Mi hanno detto spesso di ”abbassare la cresta”.

Equivale a morire. Ne so qualcosa. Non mi accontebtero’ mai piu’.

Di persone che mi piacciono ”cosi’ cosi’, di bastardi e stronzi che vogliono solo possederti.

Mai piu’.

Ho tradito la mia natura ed e’ stata la causa di un pericolosissimo tracollo.

Meglio soli, che sfruttati.

Soli, che mediocri.

Soli, che uno tra i tanti.

Soli, a volare, che strisciare.

Come grifis, (berserk) che infatti significa ”falco”.

Un cavaliere bianco, con l’elmo ricurvo come il becco di un falco.

”Guardava sempre verso l’alto. Non pensava ad altro che a raggiungere la cima, un falco che si librava, solitario, nell’immensita’ del cielo. Era un rapace senza zampe, incapace di posarsi laddove noi, invece, strisciavamo”.

 

Da che parte e’ meglio stare, Alice?

Tranquilla, quando sara’ ultimata la distruzione, ci ricomporremo pezzo per pezzo, risorgeremo.

Poveraccio, il prossimo che mi ricapitera’ a tiro.

Non vorrei essere nei suoi panni, tu?

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Un pensiero su “grifis

  1. Alice in ha detto:

    E’ meglio stare dalla parte del bejelit scarlatto, direi ^_-!

    Il comandante dei falchi è sempre stato il mio preferito.
    Tutti gli altri si limitavano a “lanciare i fuochi dei propri sogni in una fiamma immensa di nome di Grifis”, mentre lui invece non guardava che l’orizzonte, al castello da conquistare.
    Ammassando cadaveri. Impilandoli personalmente uno dopo l’altro, affinché calpestandoli lo portassero dove voleva arrivare. Senza scusarsi con nessuno, perché scusarsi equivaleva a pentirsi e tornare indietro, rendendo vana la loro morte, il loro sacrificio per la sua causa.

    E quando si è concesso il lusso di fidarsi e di voler bene a qualcuno, questo qualcuno l’ha abbandonato.

    Ah.. ma dolce è stata la vendetta, no?
    “Li consacro.”

    Alice

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