ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

Smarrita ogni volontà, e moralità. La volontà, abdicando, aveva lasciato lo scettro agli istinti, il senso estetico aveva sostituito il senso morale. La sua vita era una continua lotta di forze contrarie chiusa nei limiti di un certo equilibrio. Gli uomini di intelletto, educati al culto del Piacere, conservano sempre, nelle peggiori depravazioni, un senso di ordine.

…Così, d’un balzo, Sperelli si rigettò nel Piacere.

Nella vita, come una grande avventura senza scopo, alla ricerca del godimento, dell’occasione e dell’attimo felice, affidandosi al destino, aggrappandosi ad essa con mani improntate di vizio, mani sadiche. Corrompendosi, corrompeva.

 

(Una vita di trappole, vorace, ipocrita, mascherata da un velo di falsa schiettezza, una vita fredda, cercando l’idealità con occhi disillusi, una vita di sopraffazione del prossimo, di vuota baldanza, di corrotta avidità di lusso e lussuria, degli egoismi più bassi, di atti “buoni e eroici” per cercare la gloria, di sorrisi bianchi per simularsi puri, di ricerca di una libertà forzata e sfrenata, cercata tra le sbarre spesse di una prigione d’oro. Vivere corrosi dal proprio Ego, dal proprio straripante e vuoto IO, nelle proprie poche convinzioni, amare gli adulatori, cercare adulatori, sperare di non entrare mai nel cuore di nessuno, fuggire quando il cerchio si stringe, vedere l’amore come un divorante dominio da imporre, vivere di corsa, calcolando, computando, escogitando, simulando.)

Si ama ciò che si è, in fondo.

Così ho cercato per anni altro, nelle librerie, sperando di non essere davvero così. Dopo di Lui, non ho trovato altro, se non simile, che mi piacesse leggere entrando dentro le pagine.

Cerco delle pause, eppure ogni tanto torno di nuovo a quella lettura maledetta. C’è un qualcosa di sinistro in quel libro, e in tutti i dandy dannunziani, e in tutte le donne che lui descrive. Maniaca, morbosa, infima e avida di quelle 268 pagine. Che mi attirano ogni volta, e rileggo malignamente, rigirandomi in bocca le parole come un rosario.

 

Forse ve l’hanno propinato al liceo o cose del genere.

Però…state lontani da quel libro.  Davvero.

 

 

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