ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

Sto pensando che generare un figlio è una delle cose più assurdamente estreme, sacre, e onerose, che un uomo possa fare. Sto pensando che molti lo fanno solo per saldare un debito col mondo, per sentirsi più completi, per credere di aver appianato qualche dislivello.

Ritengo che per un essere umano, fare un figlio è un qualcosa che esula da questioni strettamente biologiche. Pensate a cosa viene esposto ogni essere umano che nasce. Fare un figlio non è solo condurlo dall’utero, all’incubatrice, all’altare, alla tomba. Pensate il peso, insostenibile, di vivere, consapevolmente, da uomini. Pensate che significa esporre una persona alla consapevolezza della morte, costringerla a dubbi martellanti a cui gli animali non saranno mai sottoposti.

L’inizio e la fine, e in mezzo, un dedalo di assurdità. La Storia, per esempio, col suo susseguirsi di azioni atroci. Come puoi spiegare a un figlio la sofferenza, l’inconsistenza delle cose, Hitler, il male, il bene, Dio?

Cioè, di fatto insegniamo roba che manco noi sappiamo. Diventiamo maestri de niente, del boh, del forse, e dell’intanto vivi.

Perché anche noi a nostra volta siamo l’anello di una catena, iniziata per noi dai nostri genitori parte di quella catena. Genitori e figli, tutti figli degli stessi atroci dubbi.

Per non dire che la vita è un insulso troppo ardito rischio, si dice che è un dono, un’opportunità.

Penso ai miei potenziali figli che aleggiano nell’oblio, immemori e dolcemente inconsapevoli del tutto. Non vivono, non sono, quindi non godono né soffrono. Penso che questo sia uno stato di pace fantastica.

Penso ai miei potenziali figli che danzano nell’oblio, e penso di non essere degna di compiere la crudeltà di strapparli da lì, per l’egoistico piacere di farmi anche io donatrice di vita. Perché poi non sarei in grado di mantenere alto il ruolo, sempre, costantemente.

Perché, un giorno, mi si potrebbe chiedere: perché lo hai fatto?

Con tono di rimprovero. Non si sostengono gli occhi di un figlio, in questi casi.

E’ anche vero che la percezione della vita è soggettiva. Magari danzano nell’oblio milioni di bambini che premono al fine di nascere, scrivere la loro parte di Storia, incidere o scalfire il mondo con la loro presenza. Magari i miei potenziali figli sono lì.

Non so, non sono sicura.

Sono in quella fase in cui è bene capire da che verso va la mia vita, prima assolvere su di me il peso di una altrui esistenza.

La lascerò scorrere, vedere dove mi porta.

Ammetto solo di essere un filo curiosa.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: