ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

à la santè

E così apprendo che il mio ex storico si è messo con una tizia simil civetta situata dall’altra parte dello stivale. Zero amici in comune su facebook, bambini miei.

Sapete che significa questo?

(sussurrando ammiccante): Che se l’è andata a pescare in un sito d’incontri o similaria circa al 99 percento dei casi. Quindi dai, sega dopo sega c’è scappato l’incontro. Ma non ditelo a nessuno, shhhhh.

Voglio dire, tesoro. Ti sei ridotto a essere talmente sfigato che, considerando che il genere umano è in sovrabbondanza, la prima creatura del sesso opposto che ti si caga è situata a 600 km da te?

Poi guardo le foto della suddetta. Ah sì sì, una fotomodella proprio. Che studia? scienze delle merendine, pppppppft.

Così tipo flashback da film vedo un’immagine di me un po’ sbiadita e un po’ ossessionata. Liceale, in combriccola coi brufoli, col parlare francese, coi capelli ribelli, coi tratti somatici troppo da bambina, e con lui. Sfigata almeno quanto la nuova tizia che ha, e che gli si confà.

E mi vedo anni dopo fiera dei miei successi e dei miei risultati. Delle storie che ho avuto dopo…e ricordo con un sorriso malizioso pure le promiscue grasse scopate che mi sono fatta quando sono voluta restare un annetto single. Vi dirò, un anno da leoni, di eccessi, l’anno in cui sono cresciuta di dieci anni, l’anno che mi ha marchiato a sangue con l’effige dannunziana, plasmando e deviando la mia personalità.

Mi sono data (ehm…ehm) così tanto da fare tra il 2010 e diciamo fino a metà 2011 , che adesso il sesso mi disgusta e se bevo una tazza di tè sento che ho compiuto un vezzo trasgressivo. Dovreste vedermi: ogni tanto entrare in un bar, vedere a destra e manca gente coi loro shortini alcolici a berciare cose senza senso italiotiche, io che chiedo “la carta dei tè”, lo scelgo, mi faccio portare la tazza, metto in infusione, attendo, verso, sorseggio.

Penso che ho perso la verginità troppo precocemente, che davo troppo peso alle cose, che tutto sommato è inverno ma non freddo…

e che sono una fica della madonna e prospetto ancora di migliorare, una musa di una bellezza becera e ambigua, barocca di savoir-faire, troppo troppo fica per non ricordare al mondo e a chi ho doppiato, che se una donna come me si volta indietro, è solo per rendersi conto dello stacco che ha dato agli altri.

A’ la santé!

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Un pensiero su “à la santè

  1. ferdinando in ha detto:

    Mi piace immaginarti brutta, grassa e bassa. Mi piace pensare che tutto ciò che scrivi sia frutto della tua immaginazione (tranne la sofferenza, quella è reale si percepisce) e questo blog e l’immagine che dai di te, sia solo un’alternativa, uno pseudo autoritratto…quello che vorresti!
    Complimenti, mi piace leggerti.

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