ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

bonne chance

Questo anno non è stato avaro, ma avverso, Bisesto, funesto, scuro. Come se una specie di triste presagio avesse aleggiato sopra di lui, sopra tutti i trecentosessantasei risvegli, sopra l’inverno strano e l’estate torrida, sopra i disordini sociali, sopra gli sconvolgimenti climatici, sopra l’asfalto battuto dal sole, sopra l’orribile senso di sospensione di un governo tecnico, non scelto, non voluto, usuraio e affamatore.

Di fronte a tutto questo, il più delle volte stavo leggendo e sottolineando, al chiuso come un sorcio, nella mia stanzetta asfissiante , sentendomi le cellule in putrefazione, i mal di testa battenti, tornando a ridivorarmi le unghie, sullo sfondo di una continua, costante, apatia. L’encefalogramma piatto e la totale assenza di piaceri/dolori/affanni che non riguardassero il piacere/dolore/affanno di quattro inutili esami.

Gli obiettivi della lista che meticolosamente compilo ogni anno sono stati solo in parte raggiunti. Con fatica. E non del tutto.

Sul lato fisico non ci siamo. Non sono stata in grado di riassestarmi il fisico, attualmente mi vedo bruttina, considerando che per me il corpo è un luogo sacro, e la bellezza è tutto, questa è stata una grave mancanza.

Fronte universitario abbastanza bene, ogni tanto torna il demone del “non ce la farò a laurearmi mai”, ma poi penso “Se non io, chi?” e allora mi si risolleva il morale, contro ogni mio scialbo tentativo di autosabotarmi, mi si risolleva il morale, sì.

Poi a un certo punto, come se il Karma riannodasse i fili a modo suo, ma in fondo con un certo ordine (probabilmente questo “filo” che credo intessi il destino è solo la logica gelida che incontra la mia fantasia tiepiduccia) , sadicamente le cose ricombaciano. Lembi di pelle spessa due dita riattaccati con ago e filo, rigonfi e sanguinolenti, però ricombacia tutto.

Tristemente, tutto torna.

Ho messo da parte molti vecchi amici, come se avessi potato le mie piantine, tolto i rami secchi e legnosi. Qualcosa di nuovo-o meglio, un vintage rivisitato- è tornato. Con una rispolveratina, ma…

E’ la vita che si ricicla, penso questo.

 

Pubblico, godetevi questo natale magro.

Mettete da parte i soldi per l’IMU, o mettete semplicemente i soldi da parte, e basta, imu o non imu. Potrebbe venire di peggio, e bisogna essere prevenuti.

Amo il 13, e i numeri dispari. Porta fortuna, dalle nostre parti, il tredici.

Bonne chance.

 

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