ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

E’ uno strano stato di sospensione, questo: studiare nella speranza che nel frattempo la crisi passi, si riassorba, come un ematoma.

Pensare che tra quattro anni verrò immessa in un mondo feroce, fuori dal nucleo protettivo delle “teorie” dei manuali universitari. Fatto di cv, porte sbattute in faccia, e forse una laurea appesa a mo’ di quadro.

Mi accorgerò di scoprire che il mondo non è quello delle dottrine…e sarà una bella botta, anche se me l’aspetto. Saranno tempi duri, pur sapendolo.

Fosse per me rimarrei ventenne all’infinito, prolungherei l’ansia d’esame all’infinito, è perfino confortante. Ma non sarebbe un comportamento da me.

Così penso solo “che il Karma me la mandi buona”, farò il resto. Però sento qualcosa che mi rincuora, forse è una sciocca illusione, ma sono sempre vissuta con il sentore interno che a me la vita sarebbe riuscita bene, e fin’ora ne ho avuto conferma, dove ho provato sono riuscita sempre, con qualche difficoltà a volte, ma sono sempre riuscita. La vita fin’ora mi ha fatto tanti doni, in molti ambiti, sono nata con la camicia. Mi sono sempre sudata le mie vittorie, ma me le sono costantemente prese. Ovviamente tutto commisurato all’età. Ho tante persone che mi vogliono bene. Ho una vita tranquilla e appartata, uscire al cinema è quasi una trasgressione, eppure riscuoto lo stesso successo di chi esce continuamente con l’ansia di piacere a qualcuno o conoscere qualcuno.

Non ho mai dovuto cercare nessuno.

Spero  di non dovermi ricredere, spero non si inverta la tendenza, spero di sfilare tra i binari lisci che sento che il Karma ha delineato. Spero che la mente mi assista a lungo, che la tempra del mio carattere tenace mi sorregga, che la combattività non m’abbandoni, che possa vedere ancora numerosi successi, spero che ciò che so fare dia dei frutti, che la mente resti fervida e produttiva, e che mi dia sempre qualcosa da raccogliere. E che resti sempre “strana” come sono, perché è ciò che amo più di me stessa, e non è nulla da reprimere. E’ un dono.

Ho preso qualche batosta, e ne sono uscita ridimensionata e cresciuta.  Ci sono cose per cui non vale la pena prendersela, e in questo vedo che sono avanti rispetto a molte mie coetanee, ancora troppo favoleggianti. Quelle persone mi irritano, non possono che irritarmi, e le disprezzo. Vivono in un mondo fatto di  piccole scaramucce di cuore, come se al mondo fottesse qualcosa delle loro insulse vicende sentimentali, come se tutto ruotasse intorno a sentimenti infantilmente enfatizzati, gente ingenua e sciocca che batte i piedi per delle cazzate, completamente disinteressata alle cose serie. Io ci faccio, ma per ridere. Gente miseramente attaccata alla vita che loro stesse rendono mediocre, gente che sa solo lamentarsi, gente che si indebita per la ricostruzione delle unghie, o si impunta su stupide ossessioni, ripetendotele a random tutto il giorno, come se possa minimamente interessate te,  o qualsiasi altro essere umano, cosa accade in quelle zucche vuote.

Mi sento donna da un po’, e sono una donna attaccata alla terra, con delle idee nitide, so dove voglio arrivare, so come farlo.  Ed è concreto, vero, realizzabile. Ogni tanto saboto me stessa per il desiderio di una costante perfezione, o per troppa inflessibilità nei miei riguardi, ma tiro sempre avanti.

Ora sono anche libera da ogni vizio, quasi come stoica. Ho smesso di fumare dopo anni che lo facevo, senza batter ciglio, semplicemente perché era una sfida nuova tra me e la sigaretta, non potevo far dipendere il mio organismo da lei, da un accessorio, da un feticcio, e ora mi sento rinata. Non fumo, non bevo

simulo bene, dissimulo ancora meglio, vivo calcolando, ponderando, agendo, in un silenzio incantevole fatto di relativamente poche parole, solo quelle che servono, e dove servono.

Solo le mie liste non devono mai venire meno, le liste dove annoto i miei obiettivi, meticolosamente, a inizio di ogni anno, per poi avere la gioia di spuntare tutto ciò che ho ottenuto.

Sto simpatica a chi voglio stare simpatica, so farmi credere cretina per risultare odiosa e ridere delle altrui reazioni, e sono perfettamente neutra e cordiale coi conoscenti.  Di certo, mi imprimo nella mente dei miei interlocutori, non sono di quelle che passano lisce come l’olio, inosservate.

Basta gloriarmi, però ragazzi questo è  savoir-faire.

Che nella vita è un’arma potente, e lo affino giorno per giorno, invecchiando.

 

 

 

 

 

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