ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

metodo di studio parte due: la ripetizione

Pochi post fa ho trattato del metodo di studio, nelle sue prime fasi.  Post molto visualizzato, mi fa piacere.

Resta ora la rielaborazione di quanto avete appreso (dovreste già avere una “visione globale”dell’ argomento studiato, in tutti i suoi aspetti fondamentali. )Per ottenere una buona preparazione è necessario dare grande importanza alla ripetizione, che deve costituire un buon 50% del vostro studio. Ripetere oralmente (non mentalmente e basta) un argomento permette di fissare nella mente tutti i concetti, di saperli rielaborare, di seguire un filo logico (le parole e i relativi connettivi fanno da “legante”) e quindi di acquisire davvero tutte le informazioni necessarie. Senza contare che ripetendo acquisite più fluidità, più sicurezza, eccetera.

Se studiare bene è fondamentale, ripetere BENE lo è ancora di più, perché al momento di un esame, mi duole doverlo dire, non conta tanto CIò che si sa, ma il COME lo si sa. Potreste essere padroni di un argomento, saperne più del professore, ma se poi quando vi fa una domanda questa non è ben rielaborata, per il professore sarà esattamente come se voi non aveste studiato per nulla o comunque in modo sommario e disordinato. E voi dopo calendari, letture, riletture, schemi, eccetera, non volete dare questa impressione, vero?

1-quando ripetere.

Questo è abbastanza soggettivo, c’è chi “legge e ripete” subito, c’è chi legge e rielabora, e poi ripete. C’è chi ripete solo alla fine. Io sto nella seconda categoria. Apro bocca solo quando ho già mentalmente un’idea globale della materia, quindi non “studio ripetendo” ma “aggiungo ripetendo”. Questo mi consente di sprecare meno fiato ed essere più rapida: in meno ripetizioni riesco a ottenere lo stesso risultato di chi inizia subito a ripetere. E poi la mia memoria è prettamente visiva, poco uditiva: memorizzo se scrivo. Che è comunque una bella seccatura.

Di certo è errato ripetere solo dieci giorni dall’esame, o anche meno. Deleterio, non ripetere affatto.

2-come ripetere. (sia prima sia durante la prova)

E’ noioso, ma, almeno quando iniziamo a essere vicini all’esame, è bene ripetere “come se” stessimo all’esame. Seduti composti. Dritta la schiena.Il cervello è più reattivo. Simulate possibili domande. Evitate le introduzioni. Ripetete per argomento, in modo da essere esaustivi anche in vista di domande secche.

Attenzione allo stile: non ripetete “a fiume” (cosa che la tensione provoca) perché darete l’idea di aver studiato “a memoria”: le domande diventeranno più “cattive”, più di ragionamento. Oltre tutto rischierete di esaurire l’argomento in troppe poche parole, Attenti.

Non ripetere nemmeno troppo lentamente, darete l’idea di non essere in grado di elaborare bene la domanda. Oltre tutto le vostre pause di silenzio inducono il professore a aggiungere domande su domande, precisazioni su precisazioni, rischiate di perdervi.

-Adottate una via di mezzo: una ripetizione spedita, gesticolando moderatamente ma non troppo, con un tono di voce sicuro (anche se state per dire la più grossa, grassa, cazzata. Non indugiate. Pensate prima di parlare, ma evitate i tempi morti, al massimo sarete corretti. Non rispondere PER NULLA equivale a dare l’idea di non aver studiato affatto. Se anche avete un dubbio, parlate). Partite dal nocciolo della questione, passate poi a ulteriori spiegazioni. Solo dopo gli esempi, solo dopo le eccezioni, solo dopo i “dibattiti della dottrina”.Date un ordine logico a ciò che ripetete. Non fate “creare” il filo del discorso al vostro interlocutore, fate in modo che non debba guidarvi lui. Se ritenete vi siano argomenti collegati, muovetevi a esporli. Potreste indirizzare le future domande verso argomenti che sapete bene.

-Attenzione ai termini: vietate parole come “cosa” e “fare”, vietato un lessico troppo comune, ma, se non siete DAVVERO in grado di padroneggiarlo, evitate il lessico che adotta il manuale (e quindi avverbi usati di continuo, termini ultra-tecnici eccetera…pensate la grande figura di merda se il professore vi chiedesse di “delucidarlo” su un’espressione particolarmente forbita che avete appena snocciolato, e voi non siete in grado). Ricordate che semplicità non significa ignoranza e sintesi non significa pochezza.

-Attenzione ai connettivi logici: evitate come la peste “cioè” “appunto”, “allora” , “dunque” e “insomma”, “poi”. Appunto presuppone che voi stiate rimarcando un concetto già espresso (come ho appunto detto prima…). Il che, è superfluo. Il professore SA cosa avete detto prima, quindi date l’impressione di girare a vuoto intorno all’argomento. Ben vengano i “quindi/per cui, “qualora”, “affinché” “successivamente- in seguito/precedentemente”, “ma”, “perciò”, “in quanto”.

-i congiuntivi non mordono.

-Ehmmmm….allora….quindi….mmmmmmmmh….  : NO. Se dovete balbettare, preferite una pausa di silenzio breve /pausa respiro.

-ponetevi al PARI del vostro interlocutore. Siete sicuramente meno preparati, ma non date l’idea di essere delle nullità. Il rapporto tra di voi è un distaccato rapporto di professionalità che intercorre tra due adulti, non tra studentello sottomesso e professore giudicante. Mostratevi competenti. Assumete una posizione corretta, guardate l’interlocutore negli occhi.

-se vi sentite in soggezione, pensate a quando ripetevate a casa, da soli. Oppure, consiglio molto efficace (fa un po’ sorridere, ma è moooolto efficace), immaginate quel professore in situazioni imbarazzanti o ridicole (canta in un karaoke, sta al bagno seduto sopra la tazza): forse questo vostro “blocco” psicologico non è dato dalla poca confidenza in voi stessi, ma dal vedere il professore come un colosso perfido e crudele. Sono umani.Ah, non ascoltate più di tanto le “leggende” che aleggiano intorno ai professori di turno o ai loro assistenti.

-se si fermano a spiegarvi qualcosa, o si mettono a raccontare di cose che non sono propriamente oggetto della domanda (capita che a volte per loro soddisfazione personale o per effettivo amore della materia si mettano a “conversare” di essa con voi, aggiungendo ulteriori spiegazioni e precisazione che comunque non eravate tenuti a sapere) fingetevi interessati: annuite, sorridete. Ponete voi stessi delle domande. Cercate di captare il momento in cui potete “aggiungere voi qualcosa”, magari anche cambiando argomento, purché pertinente a queste “osservazioni aggiuntive.”

-preparatevi uno o due argomenti a piacere. Cioè argomenti che sapete alla perfezione.O anche uno per capitolo se l’esame è grosso. Potreste avere il CULO che vi facciano partire da quello. O che ve lo chiedano nei momenti di difficoltà. O che semplicemente ve lo chiedano, e basta. Cioè vi facciano la domanda, ed è il vostro argomento a piacere. A me è successo all’ultimo esame. Fu la domanda d’apertura (mi si è aperto un sorriso maligno interiore che era una meraviglia, già sapevo che avrei preso un bel voto)

-presentatevi BENE, anche l’occhio vuole la sua parte. Curate l’abbigliamento. Non siate troppo informali: vi state mettendo di fronte a un interlocutore adulto, da adulti. Senza eccessi eh, però io non rinuncio mai alla camicia, bianca, sobria. Non eccedete col trucco. Capelli puliti. Raccolti o sciolti non importa, purché in ordine.

 

e…se vengo bocciato?

Capita.

1- forse c’è da rivedere il metodo.

2- non avete studiato bene.

3- possono influire (in minima parte) anche altri elementi: domande cattivelle, stato di salute, poco tempo a disposizione, esame “provato” senza una vera preparazione di fondo.

Ad ogni modo l’importante è non svilirsi con un atteggiamento da “ecco, non valgo niente, non so fare niente, sono una nullità”. Ricordate che si giudica UNA SINGOLA PROVA, UNA PRESTAZIONE, NON VOI STESSI. Per cui, due giorni di mea culpa (capite gli errori, riprogettate l’esame), tre giorni di relax ASSOLUTO (ne avete bisogno, forse non siete stati al top per colpa di stress o problemi personali), e poi, rimboccatevi le maniche. Restituirete un doppio schiaffo morale. La gioia sarà molto più alta.

Ad ogni modo, dispiacetevi, ma non colpevolizzatevi. Se saprete celebrare i vostri fallimenti, costruirete solide vittorie.

 

In bocca al lupo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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