ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

nothing more, nothing less than it.

Esame tra pochissimo.

Nessuna ansia.

Mi sono somministrata 100 domande sulla materia. In cento domande ne azzecco un novantacinque percento, considerando che trattava anche di argomenti che non fanno parte dell’ambaradan, e quindi dovevo andarci a intuito. Bene.

Il mio stato di imperturbabilità potrebbe fare invidia al Dalai Lama.

Namastè!

Ho i chakra ben allineati.

La quiete PRIMA della tempesta?

Certo, vivo in uno strano stato d’attesa, penso all’esame circa tutto il giorno. Poi penso al dopo esame, al sospiro di sollievo. Spero. E concentro tutte le energie per quello.

Però…essere messi alla prova non significa essere messi alla gogna.

Penso all’importanza dell’equilibrio psico-fisico, penso che il mio vacilla, ogni tanto. Si mantiene solitamente stabile, non sono una persona particolarmente “squilibrata”, non dopo aver conosciuto persone svalvolate davvero, intendo.

Che convivono con ossessioni di perfezione e magrezza condite da stupide quanto innumerevoli ansie, milioni di capricci e lamentele, guaiti per pene d’amori inconsistenti, che sono tali solo per la mente malata del soggetto che le amplifica e deforma a suo piacimento. Un’amicizia, o quello che è, non può essere una sfilza di “sfoghi”, lamentele, “segreti.” A volte torni a casa che hai assorbito le ansie inconsistenti di queste “confessioni” vuote, adolescenziali.

Fin’ora ho visto questo, nelle amicizie femminili. Sfoghi continui su problemi inesistenti.

Su questo sono al cento percento maschio. Da bambina giocavo con i maschi e incidevo buche per scavare le biglie coi coltellini svizzeri. All’asilo coi maschi non ci litigavo mai, se non altro.

Le donne mi odiano, è matematico. Mi odiano. I maschi sono più affabili, non ti invidiano, non ti giudicano, non ti criticano, sdrammatizzano, non se la prendono, vivono con naturalezza, non si tengono il muso per decenni, fanno più battute, ridono di più. Non è un caso secondo me che il mio gruppo di colleghi sia costituito per un buon sessanta percento da maschi, e che con le femmine del gruppo non che corra buon sangue. O per lo meno, c’è meno affiatamento. Innegabile.

Tempo fa Goldenlady propose una pubblicità che mi rispecchia… una tipa che cammina su un corridoio, molto femminile tra l’altro (la tipa, non il corridoio) che si mette a dire tipo: “staccare la coda alle lucertole, sbucciarmi le ginocchia…” insomma da lasciare intendere che nell’infanzia era un “maschiaccio”, e poi conclude “tutto questo per studiarli, gli uomini”.

Per carità, la solita pubblicità maschilista eh. Come a dire che la tipa in questione ha vissuto per gli uomini, si fa bella per gli uomini (pubblicizza collant e intimo”sexy” del resto)

Però il messaggio più superficiale e immediato mi piace: le donne , certe donne, hanno una marcia in più.

Io diciamo che ho la sesta.

Di reggiseno no, seconda/terza, va be’. Anzi meglio, meno ingombrante.

Però li capisco, sono incredibilmente più semplici. Insomma, dopo anni che cerco di decifrare le paturnie del genere femminile, “come abbino…? che dico/faccio/credo/penso in questa situazione? Che mi metto…? Secondo te lui…? E se intendesse…? E se magari…? Ma se io…? Ma se lui…? E se lo lascio? E se mi lascia? No dai lo lascio… (e tu che pensi…se lo lasci o meno è uguale. Come la metti la metti è uguale. Se lo lasci dovrò scaramellarmi i coglioni a sentire delle tue motivazioni per circa un secolo, e dei tuoi eventuali ci ho ripensato. Se non lo lasci dovrò stare a sentire comunque per un secolo dei vostri problemi di coppia. Se lui ti lascia, Dio ce ne scampi e liberi. Quindi che cambia? Come la metti la metti, il compito di somministrarmi sta sega assurda spetta a me.)

Poi mi chiedo…perché le donne non sono come me? Me che se mi chiedono “come va con…” rispondo semplicemente “bene” o “male” ?

Non “bene ma…” , “male ma se io…”. Bene. Male. Dopo una rapida analisi razionale dei fatti.

So che è superba questa affermazione, ma perché non riescono a raggiungere i miei livelli di pragmatismo?

Voglio dire: se va bene, va bene. Se va male, va male. Se va male, si estirpa il problema, se va bene si continua. Se si sta da sole, amen. Fase transitoria da vivere serenamente e magari per “riossigenarsi un po’ “, ridefinire le priorità, rivedere alcune cose, iniziare progetti individuali.

Perché lambiccarsi il cervello?

Perché la tizia mi racconta dei suoi stupidi attacchi di panico immotivati?

Voglio dire, con uno che l’ultima volta che l’hai visto è stato ferragosto,e che ci sono state volte che non l’hai visto per due mesi,  il problema non sussiste, lo lasci. E’ una soluzione così semplice, semplice e pulita.  Anche perché il tizio non lavora,non fa niente, è tuo vicino di casa. Pure Obama trova il tempo di dedicarsi a Michelle, non vedo perché non dovrebbe trovarlo un coglione nullafacente . Mah. Io non gli avrei dato tutta sta importanza.

Poi anche ieri ho sentito ripetere una frase che non mi è piaciuta “quando sei innamorata…” come a dire “quando sei innamorata passi sopra a tutto.”

Boh. Sarà. Anzi. No.Non è. E’ da cretine diventare cieche/sorde/mute/ per amore. Amore , poi …diciamo pure solo attaccamento emotivo e dipendenza affettiva.

Ma  a parte che son ben 4 o 5 le donne che hanno detto sta frase…ma un’opinione diffusa non è detto non sia una cazzata.

“Ehh…” (sospiro) io e Massimo viviamo una storia a distanza, quindi è sentita molto di più. Quando sei innamorata…”

Mah.

“Ehh…lui è strano, ma quando sei innamorata…”

“Eh sì, lui mi ama meno di quanto lo amo io, ma quando sei innamorata…”

“Eh, si, esce sempre con gli amici, ma quando sei innamorata…”

Donnette, voi non avete capito un cazzo , a mio modestissimo parere.

I vostri aerei cervellini sono infarcite di quelle balorde stronzate che vi hanno lobotomizzato, le favole prima, le serie televisive poi, i film, i romanzi struggenti. Per carità.

Dico, nella vita reale. Avete mai sentito che ne so, il sottofondo musicale al momento giusto, la frasetta perfetta, la storia idilliaca?

No. No. No.

Ma Idilliaco non significa corretto. La storia corretta è possibile. E la correttezza di una storia non è garantita dal compromesso. Per amore si fa tutto, ma che stronzata è.

Direi che è la rivisitazione commercializzata, banalizzata, adattata alle masse, e globalizzata…dell’ omnia vincit amor.

Ma non c’entra niente.

A parte che ho un’idea diversa d’amore. Voglio dire, non quella roba per cui “non puoi vivere senza” (ahahhahaha) ma diciamo… “vivere bene con”.

E’ un’incentivo ad essere soddisfatti/felici/allegri, non certo…il motivo fondante della felicità, come molte lo vedono.

Sarà che io più che un fuoco che divampa e un mare in tempesta vedo una storia corretta come un ruscello calmo o un focolare domestico.

Semplificare. Secondo me è questo che ci manca spesso, quale genere femminile.

Ridimensionare. Semplificare. Vedere meno dettagli, meno fronzoli, meno decorazioni, puntare all’essenza, al “basic”.

Come fa un uomo.

La concretezza è segno di intelligenza, intelligenza che si applica, utile.

Basta con questo: “le donne ci capiscono di più”.

Diciamo che…secondo me vedono “oltre”. Oddio ,non tutte. Diciamo “certe”, vedono oltre.

Il punto è fare il passetto indietro, che non si significa regredire, significa “togliere il troppo”.

And that’s it. Nothing more, nothing less.

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