ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

passe partout

Non mi discosto del tutto dagli argomenti di ieri, miei cari.

E parlo di bellezza, di getto, nel breve tempo che mi concedo da quando l’aspirina fa effetto a quando mi rimetto a studiare.

Ho per le mani un articolo di Marco Costa, non che sia fresco di stampa, ma secondo me è ancora molto attuale.

E si chiama “il passe partout dei belli”.

Ed è innegabile. Spero non crediate davvero a quelle puttanate poco convincenti de “l’importante è ciò che hai dentro.”, perché questo sono: puttanate poco convincenti.

Poniamoci in una situazione professionale.

Allora c’ho una in facoltà che sarà brava e tutto ma pesa duecento chili come minimo. Figuratela in tailleur.

Sei un datore di lavoro. Leggi il suo curriculum. Ragazza molto qualificata.

Ti si presenta una FICA, e per fica intendo fica, lascia sulla tua scrivania un curriculum speculare a quello della ragazza diciamo meno attraente, leggi cessa.

TU, datore di lavoro, chi scegli, a parità di professionalità? Quale persona ti sembrerà più gradevole avere intorno nel tuo ufficio?

Obiezione poco convincente: la bellezza è soggettiva, non è bello ciò che è bello, non giudichiamo il libro dalla copertina.

Questa è l’ennesima serie di puttanate immagino formulata da gente brutta. Perché non c’è niente di più oggettivo, di più matematico, della bellezza. L’avevano capito anche i greci. E’ questione di cultura, società e proporzioni. La società getta le basi, la matematica fa il resto.

Non ci credete?

Esami cross-culturali hanno messo in evidenza l’universalità della bellezza fisica, per lo meno in occidente. Occhi ovali e grandi, elegantemente a mandorla, zigomi alti, labbra tonde e prominenti, tratti somatici tutto sommato marcati ma delicati, e soprattutto ben proporzionati. Giuste le distanze, nessuna asimmetria Questo è un viso bello.

Sul corpo bello neanche mi ci soffermo, tonico, in forma, un bel seno, non eccessivamente magro, ma l’essere grassi e quindi informi è assolutamente condannato. E ovviamente occorre essere slanciati. Questa è la bellezza.

-a parità di contenuto comunicativo, le persone belle sono più persuasive di quelle non attraenti.

-le persone belle trovano più facilmente lavoro, ci sono lavori totalmente preclusi alle persone non attraenti. Chiaramente modelle e fotomodelle varie,  ma non guardate solo quello. Pensate anche a un agente immobiliare, a un venditore, a un promoter, a una persona costantemente in contatto col pubblico.

-la bellezza ha un aspetto addirittura inibitorio sul concetto di colpevolezza. Un colpevole “bello” è socialmente più accettato di un colpevole brutto.

-i bambini giudicati attraenti sono più socievoli.

-alla bellezza sono affibbiate innumerevoli altre caratteristiche positive, anche a livello inconscio:  Si è portati a pensare che chi è bello è buono, gentile, accattivante, affascinante, persuasivo e felice.

 

Per non parlare della maggiore facilità con cui le persone belle possono relazionarsi  col sesso prediletto. Se una donna è corteggiata, ha più possibilità di ricambio. Più possibilità di scelta.

Se una non lo è, o si accontenta del primo che le capita o resta sola.

E infatti io conosco coppie di cessi immondi che una volta che si sono beccati non si spiccicano più, secondo più per paura di non riuscire a trovare altro.

Per non parlare del fatto che “sono single per scelta”, per quanto sia una cosa poco credibile, lo è molto di più se pronunciata da una donna brutta.

      

Ardua scelta eh.

Poi ok, se magari sei bruttina ma ci sai fare, è un conto.

Ma una bella e che ci sa fare ha il mondo ai suoi piedi. Non c’è storia.

Sembra un discorso frivolo, ma non lo è.

Personalmente trovo che la bellezza sia una qualità, un dono, una dote, e non ci vedo niente di male nel suo “utilizzo”. Insomma, c’è. Servitevene, se potete permettervelo. Esaltatela.

Lodatela. Tenetevela stretta, coltivatevela.

Per me la bellezza vale un buon cinquanta percento. E conta un buon settanta sull’autostima.

Cheers.

Ah, tra l’altro , piccola parentesi e poi chiudo.

Ho notato che i miei corteggiatori puntano molto sull’intelletto. Su sciorinare una fantomatica cultura (mah), sul raccontarmi imprese mirabolanti (boh), sul millantare interessi stratosferici.

Ecco, non me ne è mai fottuto un cazzo. Mai stata conquistata a parole, ma in primis a suon di attrazione fisica. Poi non mi interessa quanto sei bravo-simpatico-intelligente-attivo socialmente, se prima l’esterno non promette bene, o è per lo meno una buona base su cui costruire un bel miglioramento.

Chiaramente l’esteriorità non basta. ma nemmeno questa “cultura” e “intelligenza” e “beeeeeellissime doti interiori”. Spurie.

Come disse Brignano: “Tu sei bella dentro. Sei bellissima dentro. Ecco, però cortesemente te poi capovolge?”

 

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