ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

la pagnotta

Ennesima orda di proteste sui test di ingresso (in generale) e su quelli di medicina in particolare.

Studenti freschi di maturità che sbuffano perché devono colmare l’impreparazione in materie scientifiche in tempo record.

Test “assurdi”, “nozionistici”, “un terno al lotto”.

Ora. Poiché la parola “meritocrazia” rimbalza di bocca in bocca da svariati annetti, poiché “taaaaaanto non basta essere meritevoli, vincono solo i raccomandati/i figli di…”

Bene. Il test d’ingresso è un ottimo modo per dimostrare che non vincono solo i figli di. E che veramente i meritevoli vanno avanti. In perfetta linea con la costituzione tra l’altro, art 34 se non erro.

I capaci e i meritevoli, non erro, non erro.

I capaci da una parte, i meritevoli dall’altra. I meritevoli sono quelli che si impegnano. I capaci sono persone con una marcia in più.

Dura lex sed lex.

Quindi quale migliore occasione di dimostrare le proprie capacità e il proprio merito in un test dove non si valuta solo il nozionismo, ma per fortuna anche la cultura (generale, ma sempre cultura è. Inutile dire “non puoi farmi domande sulla grattachecca o su san remo, perché io sarò un medico e non mi interessa.)

Questi test, e queste domande, servono ad appurare che le capacità non sono solo quelle dei libri, ed è giusto così.

Allo stesso modo,  è giusto che la logica venga premiata. Per cui sono sacrosante quelle domande di logica, che tra l’altro, guarda un po’, sono le stesse che si sottopongono al test del Q.I.

L’intelligenza logico-matematica non è l’unica forma di intelligenza (esiste per esempio anche l’intelligenza emotiva), ma è sicuramente quella più facile da misurare.

Ed è giusto che in un futuro medico (ma in generale è giusto per ogni individuo) si valuti intelligenza e cultura. Capacità e merito.

E non solo quelle 4 nozioni che si imparano al liceo.

Ai test di ingresso alla Normale (probabilmente mi rimorderò i gomiti fino alla morte per non averlo tentato, ma  ho virato all’ultimo momento da Lettere-da poter fare solo e soltanto lì- a giurisprudenza, da poter fare ovunque) valutano SOPRATTUTTO l’intelligenza.

Le versioni che ti sottopongono sono test di intelligenza pura.

I temi che ti fanno fare sono saggi senza documenti su un argomento a caso dal primo al quinto superi0re.

Il test orale che ti devi preparare si basa tutto sul misurare le capacità espositive e di ragionamento.

Bene così.

Forse dobbiamo disabituarci alla facilità, sono i tempi che ce lo chiedono.

Forse siamo stati un pugno di generazioni troppo agevolate, svezzate a omogenizzati, vaccinate di tutto punto, servite e riverite, non abbiamo mai imparato il senso della sfida, della conquista, del doversi guadagnare la pagnotta.

E ci troviamo, invece, in un mondo precario, dove precario è tutto. Dagli affetti, al lavoro, al futuro.

E doverci guadagnare la pagnotta è sempre di più necessario.

D’accordo che ci stanno disumanamente spremendo fino all’osso, d’accordo che di questi tempi  (diciamo negli ultimi decenni,questa è la punta dell’iceberg) c’è stata una marcata elisione dei diritti costituzionalmente garantiti, ma col senno di poi capisco che per quanto le celeberrime affermazioni “il lavoro fisso è monotono, abituatevi a cambiare” e “il lavoro non è un diritto” siano veramente infelici, sono per lo meno vere. Sincere. Crude.

Di questo le nostre generazioni hanno bisogno, che gli venga sbattuta in faccia la realtà, e la realtà è che devono abituarsi al precariato e lottare per raggiungere un posto decente (per quanto il lavoro E’ un diritto sulla carta e per quanto la retribuzione DEBBA garantire un’esistenza libera e dignitosa) e poi combattere ancora per mantenerlo.

Per cui, se ti viene sbattuto davanti un test “difficile”, ma chi se ne frega, è giusto così. E’ in armonia col resto.

Ed è veramente l’unico modo per garantire le pari opportunità, forse non in toto (perché il disonesto con il test svolto in anticipo ci sarà sempre), ma gli studenti che di fatto entrano sono solo 1 su 8.

Gli altri sette sono regolari, ed è già molto.

E poi cazzo, dovrete aprire corpi umani.

La selezione naturale avverrà anche dopo. Gli schizzinosi e i poco studiosi verranno stroncati strada facendo, in quel giustissimo processo di scrematura naturale. Quelli con lo stomachino debole non arriveranno a operare.

Ma il test d’ingresso è un ottimo esempio di scrematura iniziale. Come principio non è affatto sbagliato, fosse per me sarebbe da mettere in TUTTE le facoltà dove gli iscritti superano un tot. di persone stabilito per legge, e calibrato all’effettiva necessità di posti di lavoro per quel settore, o affini.

Così facendo non si creano tra l’altro facoltà di serie A e di serie B, dove la mancanza del test fa sì che diventino facoltà dove la gente si iscrive in massa. Peggiorando la qualità dei corsi, peggiorando la qualità dei laureati, costringendo i laureati a una sanguinaria concorrenza.

Il punto è che, anche lì, un minimo di scrematura iniziale c’è (frequentando giurisprudenza , anche se solo da un anno, ho potuto constatare che di fatto gli abbandoni sono tanti,e che già dal prossimo staremo più larghi) , ma non è sufficiente.

Ah, naturalmente i test sarebbero gratuiti.

Perché è ABERRANTE far pagare a uno studente 60 euro per un cazzo di test, per trovarsi di fronte a un foglio, una penna, e un cazzo di banco.

Palese che i test sono fonte di guadagno per gli atenei, e questo non è concepibile. Veniamo già abbondantemente vessati di tasse, e non è possibile.

Ma che venga abbattuta questa inutile e perbenista estensione del principio di uguaglianza, travisata nel “tutti possono fare tutto”.

No. Non è vero.

E’ giusto che tutti abbiano pari condizioni di partenza, spianando le agevolazioni che appartenere a una certa estrazione sociale possa garantire.

Ma poi,basta. La favola che “basta crederci” è appunto questo, una favola.

Che si metta da parte la speranza, e ci si armi di cervello. E si tirino fuori unghie e denti. Stiamo per scrivere una pagina di Storia,ed è bene fuoriuscire dalla bambagia, ed essere più concreti.

In bocca al lupo per l’esito dei vostri test.

 

 

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