ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

fili

E’ stata proposta l’ennesima cena di classe del liceo, e credo proprio che declinerò l’invito.

Per non esser marchiata d’asocialità, che è una specie di lettera scarlatta (o così era per la mia mente adolescente) partecipavo a tutte quelle cazzo di cene di classe. Controvoglia.  Mi ritrovavo poi  di fronte a massimo sei persone, a sentire sempre e solo le due logorroiche di turno  narrare delle prodezze dei propri fidanzati plurisecolari,  sentir Sparlare di un po’ di gente,   rinnovare quattro stronzate sui pettegolezzi del mio paesello,  essere squadrata dalla testa ai piedi, dalla pettinatura, al vestito, al trucco, alla lunghezza delle mie unghie. Di solito vogliono sapere se ho smesso di fumare, come va ora, e chi mi scopo, stavolta.

Per poi rivangare il passato all’inverosimile.

Poi vogliono che faccia delle domande a mia volta come se me ne fottesse qualcosa di come si vestono, che fanno, chi si trombano, come vivono. E di chi ha messo le corna a chi, nel mio paesello schifo.

Scusa hai da accendere. Anzi no, me le vado a comprare. Pizza prosciutto e funghi. Come va. Tutto ok, cambiato qualcosa dall’ultima cena. No. Bene così. Bene così. Bella lì. Ci stai ancora con quello? Quello, scusa, non mi torna il nome. Sì, anche se lo ripetevi di continuo e l’hai ripetuto per circa cinque anni. Sarà sempre e solo quello, ok.

Non ti si vede molto in giro. -questa è la più gettonata.

Esco poco da queste parti. -traduci liberamente come: mi fa schifo la cittadella, i suoi locali, e la gente con la spocchia che li segue prima dell’ombra.

Ok?

Ok.

Ti sei ritinta i capelli. Lo faccio molto spesso. Fa male. Lo so. Hai da accendere?

Come va l’università. Ci sei stata in vacanza. Si fa tutto pour parler.

 

Certe volte le nostre vite, o per lo meno la nostra vita sociale, sembra una matassa di fili tagliati. Quindi non un gomitolo, che se tiri un capo dolcemente vedi che è un unico lunghissimo filo. Sono tanti fili annodati, tanti come le persone che si sono incontrate. Vedi l’inizio, ma poi dovresti tirare per scorgere la fine eccetera.

Certe volte mi chiedo sti fili che ho preso e archiviato nel groviglio della matassa, che fine abbiano fatto. Voglio dire…

che fine hanno fatto tutti i tipi con cui sono uscita, per esempio,  (di certo un numero a due cifre, ma non so precisare) di cui associo male la faccia al nome?

e sti compagnucci di classe e sventure, dico quelli che alle cene non vengono MAI, e sono la stragrande maggioranza, e che non hai mai più incontrato in giro, e che non hanno i social network, eccetera. Che fine hanno fatto?

Ma non mi interrogo su questo col calore umano di chi interessi qualcosa. Ma scruto questo pensiero con l’occhio cinico di chi ha perso qualche cianfrusaglia in giro per casa, e davvero non riesce a ricordare se l’ha buttata via, o sta in garage, o se l’ha persa dov’è finita.

Una motivazione insufficiente per giustificare una cena.

Cheers

 

 

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