ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

minima immoralia

“Stupito il Diavolo rimase quando comprese quanto osceno fosse il bene, e vide la virtù…nello splendore delle sue forme sinuose. Ma questa, è pornografia!”  (tratto dal film il Corvo)

L’ha capito il diavolo che il bene è osceno. E’ ciò che viene considerato come osceno. Il diavolo che incarna il Male.

Perché allora non l’ha capito la Chiesa, che il Bene dovrebbe rappresentarlo?

Apro Vanity fair, leggo un articolo che titola: Padre,ma noi divorziati siamo peggio degli assassini?

Obiettori di coscienza anche tra i preti. Possono negare l’assoluzione e l’eucarestia ai divorziati risposati, possono negarla ai semplici separati.

L’oppio dei popoli che con le sue minacce tuonanti crea discriminazioni continue tramite i suoi stessi riti, all’interno della sua stessa comunità. Ecclesia, unione. Comunione, unione. Lo stesso colonnato di San Pietro abbraccia tutta la piazza, come due arti che si stringono a cerchio, per accogliere, proteggere, accettare, unire.

Inglobare, fagocitare, deviare, imprigionare, dividere, arraffare, gremire. Quelle due braccia di colonne sembrano il prolungamento degli artigli di un rapace. Tetre e sghembe, come l’ombra delle colonne che da lì si prolunga.

Perfettamente inutili parole belle e eufoniche come “ecumenismo” , “incontro tra religioni”, “pace”, se poi si creano discriminazioni all’interno della religione stessa, come se Dio avesse creato organismi alpha e organismi beta. Tutti figli di Dio e figli delle Stelle, e pronipoti di sua maestà il denaro.

(quante squallide figure che attraversano il paese e come è misera la vita negli abusi di potere…quante stupide galline che si azzuffano per niente, minima immoralia, minima immoralia!)

Dio che ti lascia il libero arbitrio, e poi ti condanna a bruciare all’inferno se scegli  di non seguire il suo Verbo, pur non facendo del male a nessuno.

Dio che se non vuoi finire all’inferno devi essere una donna che ama gli uomini, o un uomo che ama le donne. Che non si masturba, non fa sesso per piacere, ma solo sesso volto alla riproduzione, alla moltiplicazione. Tutti i figli devono nascere all’interno di un matrimonio indissolubile, unione di due persone di sesso opposto di fronte a Dio. Non sono ammessi i contraccettivi. Se ti godi il cibo è peccato di gola, se ti senti soddisfatto di te stesso è superbia, se usi il tuo libero pensiero è non essere timorati di Dio, se scopri il piacere tramite il corpo è lussuria, se neghi agli altri è avarizia, ma se spendi e spandi è prodigalità. E una donna può essere sottoposta alla crudeltà estrema di usare il proprio corpo come una serra dove cresce e si nutre un organismo indesiderato, che grava su di lei come un peso, una colpa se è il frutto di un’unione non “pulita” (vedi sopra). Ed è costretta ad amarselo.

Se Dio avesse voluto che non ci masturbassimo, ci avrebbe fatto le braccia più corte. Non ci avrebbe donato l’orgasmo, il piacere, i sensi. Dio , in Cristo, invece, era amico anche delle puttane, e amava tutti, indistintamente, anche i miscredenti, anche gli assassini. (padre, perdonali perché non sanno quello che fanno)

Non sono un teologo, e veramente non sono manco una credente. Non credo in promesse, premi, punizioni, riti, moine, sacramenti, unioni che diventano vere dallo scambio di due fedi.

Ma credo che la religione sia l’antitesi del sacro e della spiritualità, la Chiesa cattolica l’antitesi della parola di Cristo, le istituzioni e le imposizioni l’antitesi di quel rapporto intimo e personalissimo che si instaura tra se stessi e la propria sfera personale. Tra se stessi e lo Spirito o una (o più, o nessuna) divinità. Un dialogo di Cuore, un percorso che inizia e si risolve (se si risolve) all’interno della propria sfera più intima, e non necessita di folle acclamanti, miracoli, preghiere con parole fisse e recitate a alta voce, confessioni di fronte a un terzo sconosciuto, che è un uomo come te, e probabilmente ha “peccato” come e più di te.

E se ciò che Essi intendono come Bene, è bene. Ha ragione il diavolo: è osceno, di un’oscenità assai peggiore di un pezzo di carne usato per quella che è la sua naturale funzione.

Minima immoralia, minima immoralia.

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