ballatasadica

A sua (di Lei) immagine e somiglianza.

zerbinamenti sognati, zerbinamenti vissuti.

Stanotte ho sognato di trombarmi Alessandro Borghese di real time.

Un uomo che ti prende per la gola prima, per il culo poi. Uno stronzo.

C’aveva un sorriso a 32 denti e con la sua voce esattamente sospesa tra il simpatico e l’antipatico mi diceva “Mi dispiace, sono sposato.”

Cazzi tuoi, tua moglie sarà lieta di conoscermi.

Alessandro Borghese…mh…ma sai che era veramente bravo? Secondo me ha delle doti nascoste. Ha un non so che di sexy.

 

Poi non so, ha un’aria rassicurante. Le persone grassottelle sono maledettamente più simpatiche.

Tranne quando ti prendi quelle grasse per davvero. Quelle virano verso l’acido. Ma mai verso lo stronzo.

C’ ‘è una sottile differenza.

L’essere acidi fa rima con una forma di “cattiveria” goffa, immediata, anche scontata. Una forma di cattiveria figlia di frustrazioni.

Non a caso il termine è associato a soggetti determinati quanto (almeno per la società) palesemente frustrati: la zitella acida, la cessa acida…la casalinga “disperata”.

Ed è quasi solo una prerogativa femminile.

L’essere stronzi è arte pura.

Spesso non è sintomo di frustrazione, ma di successo. Per questo fa molto figo sembrare/essere stronzi.

La donna stronza che ha il mondo ai suoi piedi. La donna acida che si crea solo vuoto intorno.

Tra l’altro vi sarà ben noto che se bazzicate cinema-videoteche-librerie la “stronzaggine” è diventata un vero fenomeno culturale.

Come dimenticarsi di Miranda in “Il diavolo veste Prada” ? Anche se sì, lo ammetto, è un esempio fin troppo scontato.

 

Analizzate la figura. Capello corto e deciso, non tinto, perché è una donna che non ha minimamente paura di dimostrare i suoi anni, giacca dal taglio severo, sartoriale, e piglio molto deciso. Mai un sorriso, che non sia sadico, sarcastico, un ghigno.

Tempo fa mi imbattei in questo manuale: Falli soffrire, gli uomini preferiscono le stronze.

Non contenta, la tizia ne pubblicò un altro, copertina analoga,contenuti idem, grande segno di originalità devo dire:

La magnifica stronza: PERCHé GLI UOMINI LASCIANO LE BRAVE RAGAZZE.

 

Ora. Io ne lessi uno. Il primo.

E diceva una caterba di ovvietà, una caterba di cose che già sapevo, già applicavo. Basate su inutili chiché, poi.

Ve lo sintetizzo in pochi punti, non che ci voglia poi molto:

 

-farsi desiderare

-non dimostrare troppo interesse

-dimenticarsi di possedere un telefono

-anteporre se stessi a qualsiasi cosa

-essere evasive

-essere decise sempre e comunque

-non temere mai di “perdere” l’ ‘altro, non so se mi spiego. Come dire…far capire all’altro che se anche di punto in bianco un rapporto finisce, la vostra vita non cambierebbe di una virgola.

Insomma sbattersene i coglioni. Never mind the bollocks

La sottile arte di non farsi zerbinare, né più né meno-

Che è una giusta ovvietà.

 

Che vi devo dire. Io lessi quel “libro”, pensando di continuo “bella scoperta”.Applicavo questi magici consigli (bah) non perché “facessi finta di…” (sostituire i puntini di sospensione con uno dei punti sovra citati) ma perché ERA così.

Per dire, non è che ho “imparato”  ad anteporre le mie esigenze a quelle dell’altro.

Io lo faccio e basta.

Passai questo libro a una direi ormai mia ex amica.

Veramente, veramente, veramente, veramente ciò che si dice uno zerbino.

a- stava con uno. Un annetto giù di li. Una storiella da niente (per come era “impostata”). Lui la lascia. MESI, ANNI, di lamenti, strepiti, suppliche, pensieri ossessivi. Torna da meeee. Lei che si ubriaca e lo supplica. Lei che gli richiede di uscire, e lui accetta per cortesia.

Oh cristo di un Dio.

b- eravamo a una festa. Lo incontra. MI LASCIA LI TIPO “aspettami un attimo” PER ORE. ORE DI CHIACCHIERE VUOTE E INSULSE, MA IO DICO…

poi mi fa: TORNA A CASA DA SOLA.

TORNA A CASA DA SOLA!???

 

ahahahahaha. Dico, cara. L’hai più risentito dopo quella sera?

Come come come? Non ho sentito bene

..no? 

Oh ma guarda che casualità, e chi l’avrebbe mai detto, eh.

Io no, mai.

 

Sveglia! Secondo te LUI a parti inverse avrebbe PIANTATO IN ASSO I SUOI AMICI per stare lì a parlare con te!???

Fossi stata io ci avrei scambiato due parole e lo avrei liquidato con uno “scusa eh,devo andare”. Altro che mollare tutto per parlarci (poi chiaramente senza concludere un cazzo)…

 

Il top è stato quando ha scoperto che (sai com’è) UN ANNO DOPO la tragica rottura questo scopava un’altra.

grazie al cazzo, aggiungerei.

Scenate di gelosia.

 

Mah.  Gelosia di cosa?

Di un legame reciso, di una storia morta e sepolta?

Non è che il tipo se ne stava a rimpiangerla come lei ha fatto sprecando un anno della sua esistenza senza frequentare più un cane tra lacrime, sospiri, ricordi,futilità. Come è giusto che sia come ha fatto lui, eh. Grande stima per il tipo, avrei fatto esattamente la stessa cosa.

 

Così le avevo passato quel libro. Un atto di clemenza.

E lei l’ha visto come una rivelazione divina.

Io quel libro non l’ho più rivisto indietro.

Mah.

Che ti devo dire.

 

Semplicemente che il gene della stronzaggine ce l’abbiamo tutti dentro. E va coltivato.

Non perché “fa figo”, ma perché essere il perno della propria vita (e credo sia questo il fulcro del concetto quando vai a stringere) te la salva e te la tutela. Non significa essere egoisti (anche sì a volte), significa solo auto-tutelarsi.

Vedi, secondo me l’essere “stronzi”, diciamo così, è una neo-forma di stoicismo.

Vivere con se stessi PER se stessi.

 

Per dirvi, io se devo essere sincera, sto meglio single che in coppia.

Meno problemi, meno limiti, meno scazzi. Non temo minimamente la solitudine né tanto meno essere lasciata.

Credo che ora Lei l’abbia imparato questo sì. E’ cresciuta, deve esserlo.

Gli si possono perdonare simili scene perché era una storia adolescenziale…(18 anni giù di lì)

Dicevo. Non mi preoccupa essere lasciata.

Né tanto meno lasciare.

Le volte che l’ho fatto è stato pure divertente.

Sarà che io se lascio cerco il modo più crudele eh.

Ma semplicemente perché se lascio è perché ho subito un torto, e dico le cose come stanno. Infierendo.

Dalla mia bocca non fuoriuscirà mai una cazzata tipo : “ti lascio perché ho un brutto periodo o ti lascio perché TI AMO TROPPO. O facciamo una pausa o non mi sento pronta o non è il caso o magari in futuro.”

Semmai ti lascio (parlo in generale eh)  perché mi sei arrivato ai coglioni, ti lascio perché non mi interessi più, ti lascio perché c’è una terza persona eccetera.

Che sono i VERI motivi per cui uno/a lascia . Non giriamoci troppo intorno su.

Sono uno spirito libero.

Se sto con qualcuno non è perché mi sento incompleta, o per cercare a tutti i costi un riempitivo.

Se sto con qualcuno ci sto perché ci sto, punto. Ci voglio stare.

Oddio, forse non è stato sempre così.

Di solito arrivo a un punto in cui mi serve un “freno”, un limite appunto. Troppa libertà può portare alla dissolutezza. E a me non piace.

Così periodicamente decido di “mettere la testa a posto”.  Il mio lato peperino sbuffa. Il mio lato tranquillo tira un sospiro di sollievo.

 

Poi va be’, la sto banalizzando un po’.  Ogni caso, è un caso a se stante.

Magari mi innamoro irrazionalmente. (SE mi innamoro perché, mea culpa, sono stata anche con gente per cui non ero propriamente sicura di provare qualcosa) Ma poi porto avanti la cosa con molta lucidità. Facendo i miei calcoli. Razionalmente.

Sono fatta così.

 

Certo, stanotte Alessandro Borghese mi ha fregato.

E veramente, capita anche fuori dai sogni di prendere delle inculate (metaforicamente e basta perché materialmente ho la repulsione verso il sesso anale, mi fa veramente schifo, mai fatto, mai vorrò. E’ aberrante.)

Ma, come si suol dire…

c’est la vie.

Si da e si riceve, si vince e si perde, non è che siamo immuni alla vita, al suo dolce e salato.

Concludo con una banalità, che non so se l’ho letta da qualche parte o qualcuno me l’ha detto o tipo era la conclusione balorda della puntata di qualche stupido telefilm di sto cazzo: non posso sapere da che parte soffierà il vento. Ma posso servirmi delle vele.

 

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